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L’ospite sconosciuto

Rebecca Brandt ha perso ogni ragione di vivere con la scomparsa del marito Felix: le giornate sono un tormento, un lento e interminabile prolungamento di pura agonia. Non riesce, non trova un motivo valido per farsi coraggio e riprendere in mano la propria esistenza. Prosegue priva di prospettive, eseguendo meccanicamente tutti quei gesti naturali che una volta riempivano le loro giornate. Persino i pasti paiono vuoti, Rebecca si ritrova a cucinare per due persone in una casa dove tutto ha perso sapore e colore, finendo poi per buttare via tutto. L’ingiustizia della sua situazione pare ancora più evidente nel constatare come il mondo abbia osato andare avanti: senza di lei, senza il suo amore. Senza il suo centro d’equilibrio. Il tempo e la solitudine creano l’occasione per far sì che inizi a farsi spazio un’idea sinistra nella sua mente: finirla, una volta per tutte. Farlo sembrare un incidente, oppure no. Che importanza potrebbe avere? I contatti che le sono rimasti si possono contare sulle dita, chi serba il ricordo di lei, di chi fosse prima di tutto questo, probabilmente se lo aspetta da parecchio, da un momento all’altro. Tutti tranne Maximilian, l’amico storico del marito, l’unico che insiste a venirla a trovare, a cercare un contatto, a spronarla, a obbligarla a desistere e soprattutto ad allontanarsi da questa enorme casa isolata, piena solo di ricordi e di dolore. A sconvolgere la situazione interviene una giovane coppia piuttosto improbabile, quella composta da Inga e Marius. Apparentemente disorganizzati, quasi disperati: giungono nelle mani di Maximilian per puro caso e inevitabilmente finiscono per ricollegare Rebecca alla vita. Al contempo, in una realtà lontana, lo spregevole omicidio di una coppia anziana attira l’attenzione della comunità, gettando tutti nel terrore…

Intrecci, fatti e personalità che a prima vista paiono totalmente scollegati, il segreto è il collante. Charlotte Link continua a farci vivere le sue storie attraverso i suoi personaggi, ce li fa conoscere intimamente, trascorriamo del tempo con loro, nel presente ma soprattutto nel passato. La profonda relazione tra causa ed effetto rimane un must nella sua scrittura, lasciandoci comunque sempre osservare quanto l’umanità, l’individuo, sia il vero protagonista. Per quanto l’elemento del thriller, del rompicapo da risolvere costituisca a sua volta un pilastro fondamentale nelle sue opere, non regge a confronto della componente umana. La sua letteratura indaga sulla mente, si propone in un’ottica introspettiva: motivo per il quale non vengono mai a mancare anche i salti temporali. Non si limita a raccontare, ci fa vivere i suoi personaggi e le loro vite, con tutte le gioie ed i traumi da cui sono costituite.