L’ultima carta è la morte

L’ultima carta è la morte

1937. Lorenzo Falcó non vuole morire ancora. Ha soli trentasette anni, è troppo giovane. Svolge però un lavoro molto pericoloso quanto delicato: è una spia al servizio di Francisco Franco, negli anni terribili della Guerra civile spagnola. Non che prima se la passasse meglio, vendendo armi al migliore offerente. Ora due uomini dai cappelli a falde larghe e folti baffi gli sono alle calcagna da quando è arrivato a Lisbona e si è incontrato con il suo informatore in loco. Il quartiere malfamato dell’Alfama può garantire però innumerevoli vie di fuga. Oppure possibilità di tendere agguati in maniera indisturbata ed eliminare così i cani sciolti che lo stanno pedinando. Falcó non può perdere altro tempo, anche perché ha un appuntamento con Brita Moura, una delle più affascinanti cantanti jazz di tutto il Portogallo. Un po’ di relax dopo tanta tensione e prima di accettare la nuova missione da parte del generale Salazar. Bisogna recarsi a Tangeri e convincere un capitano repubblicano a liberare il carico d’oro di proprietà del Banco d’Espana. Nulla di troppo difficile, se non fosse che quasi sicuramente saranno presenti sulla scena anche i sovietici, amici dei “rossi” spagnoli. E per una missione di questo tipo i russi utilizzeranno certamente lei, Eva Neretva, l’unica spia di cui Lorenzo abbia realmente paura...

L’autore spagnolo Arturo Pérez-Reverte ritorna con un ottimo romanzo di spionaggio dai forti connotati storici, ambientato durante gli anni sanguinosi della Guerra civile spagnola. Reporter di razza, ha raccontato le realtà di guerra nelle zone più calde del pianeta, tra cui Libano, Eritrea, isole Falkland, Nicaragua, Mozambico, Romania e Bosnia. In questo suo ultimo romanzo ritorna anche l’affascinante spia donnaiola Lorenzo Falcó, che abbiamo già apprezzato nel suo precedente romanzo Il codice dello scorpione. Un vero e proprio James Bond franchista che, nonostante i lati umani altamente detestabili, riesce comunque ad affascinare a causa del suo carattere guascone. Un vero e proprio antieroe dalla parte sbagliata della Storia di cui però difficilmente non si riesce a prendere le difese in svariate circostanze. Il suo narrare in prima persona pone il lettore immediatamente al centro dell’azione, in uno dei periodi più cupi e sanguinosi della storia recente d’Europa. Il teatro questa volta è il territorio neutrale ed esotico di Tangeri, in cui possiamo osservare le varie fazioni coinvolte combattere una guerra sotterranea. I veri punti di forza sono la narrazione serrata da miglior noir e la ricostruzione storica così precisa e puntuale. Molto indovinata anche la trovata di mostrare al lettore le due visioni del mondo contrapposte attraverso lo scontro ideale tra Lorenzo ed Eva.



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