L’ultima nave per Tangeri

Porto di Algeciras, ottobre 2018. Terminal dei traghetti, di uno dei porti più brutti che si possano immaginare. Un posto dall’aria pesantemente marcia, dove l’olezzo di umanità stantia è molto forte. Maurice e Charlie sono due spensierati irlandesi che chiacchierano amabilmente e si rendono poco conto dell’ambiente che li circonda, così degradato. Sono svariate le sensazioni che provano alla vista delle facce che li circondano, un misto di dolore e sofferenza, unito a quel sentimentalismo dell’occorrenza. I due uomini, entrambi sulla cinquantina, valutano insieme se è il caso di chiedere ulteriori informazioni sulla nave che stanno attendendo. Maurice decide che Charlie deve provare ad affacciarsi nuovamente al punto informazioni per capire qualcosa in più, se la loro attesa può o meno trovare fine. L’uomo che siede nello sgabuzzino che funge da infopoint non è molto propenso a chiacchierare. “Hola, scusi, vorrei avere notizie di questo traghetto in arrivo, questo traghetto che viene da Tangeri o che parte per Tangeri”. Una domanda che non trova risposta. Charlie ci riprova e l’uomo lo guarda facendo spallucce. Non gli rimane che tornare dall’amico, con aria triste, che a un certo punto decide di trasformare, urlando contro il tipo dello sportello e facendosi una sonora risata. Maurice è un tipo strano, con un occhio chiuso dalla cecità. Charlie dal canto suo ha il volto di una persona d’altri tempi, collocabile grosso modo in epoca medievale, con occhiaie profonde e tutte le noie legate allo spirito. A un certo punto Charlie si contorce quasi dalla preoccupazione e indica a Maurice la Policìa. La strana coppia si agita, non ha alcuna voglia di averci a che fare e mentre la folla diventa sempre più considerevole, parte un annuncio. I due non hanno conoscenza della lingua, nonostante siano stati ospiti del posto innumerevoli volte e il fatto di non comprendere il significato delle parole, li infastidisce non poco. Al termine dell’annuncio, si convincono che alla fine, non può aver detto nulla di importante...

Maurice e Charlie sono gli indiscussi protagonisti di questo L’ultima nave per Tangeri di Kevin Barry. Due tipi piuttosto semplici e ridicoli, buffi e tutto sommato allegri. I due uomini sono sulle tracce della figlia di Maurice, Dilly Hearne. In realtà non ci sono prove tangibili della presenza della ragazza in terra spagnola, solo piccoli indizi e nulla di più. Dilly si è convertita alla filosofia dei punkabbestia e quindi potrebbe essersi persa nei meandri di questa stranissima moda. Perché sono lì Maurice e Charlie? Non lo sanno in realtà, ma ci sono e vogliono raggiungere il loro obiettivo, strano, stranissimo, tanto da non essere molto chiaro. I due uomini fanno parte di un’epoca ormai tramontata, particolarmente legata ai sentimenti, in cui si sentono amici e nemici, vicini e lontani, in cui si odiano e si amano e per una vita intera si contendono una donna, Cynthia, la madre di Dilly. Una serata consumata al porto e chissà chi dei due è veramente il padre della giovane. La trama, forte e compatta, si snoda tra l’attesa al porto di Algeciras e la descrizione di fatti del passato, irrimediabilmente lontano e palesemente crudele. Un tempo che fu, che ha lasciato le sue cicatrici e le sue sofferenze e che disegna la coppia per quella che è nella realtà, unita dalla tossicodipendenza e dalla fatalità degli eventi. Un rapporto malato e colmo di passione quello tra Maurice e Cinthya, posseduto dalla vitalità e dalla voglia di crollare insieme e non alzarsi mai più. Bella la penna di Berry, delicata, evocativa e fortemente descrittiva. Riesce a dare un’impronta noir al romanzo, in cui i botta e risposta sono secchi e carichi di significato e le descrizioni paesaggistiche diventano parte integrante della narrazione. Due uomini che viaggiano insieme, che condividono pezzi di vita, ma che in fondo sono soli uniti unicamente da una giovane donna, Dilly, la figlia di chi? Un romanzo, questo L’ultima nave per Tangeri, in cui emozioni, fatti, crudeltà e potenza della vita vanno di pari passo. Una lettura da non perdere, per chi in un libro vuole trovare concretezza e storia e per chi è alla ricerca di forti suggestioni, senza staccarsi dalla realtà.

 


 

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