L’ultimo viaggio di Amundsen

Tromsø, 18 giugno 1928. Nello stretto norvegese è atterrato l’idrovolante francese Latham 47 II, ha il fondo dello scafo arrotondato a forma di barca, galleggianti laterali di piccole dimensioni, nel complesso non il mezzo più adatto per l’Artico. Roald Amundsen, eroico esploratore polare, ormai un po’ in decadenza e in cerca di nuova gloria, comanderà il velivolo. Capo pilota è Leif Dietrichson, pilota norvegese, ad affiancarlo René Guilboud, pilota francese. L’obiettivo della missione è rintracciare i resti del dirigibile “Italia”, con a bordo l’ingegnere Umberto Nobile, scomparso tra i ghiacci, presumibilmente precipitato a causa di un’avaria, mentre rientrava dopo aver raggiunto il Polo Nord. Un’impresa voluta da Mussolini. Amundsen e i suoi collaboratori sono ospiti del farmacista Fritz Gottlib Zapffe, nella bella villa di Storgata e pianificano il pericoloso volo. La meta sono le isole Svalbard e prima di partire è fondamentale avere condizioni meteo favorevoli. Le operazioni di soccorso dell’equipaggio Italia hanno attirato fondi, stampa e piloti a livello internazionale. Chi compirà l’impresa ne otterrà onore e riconoscimenti. Mussolini si aspetta che siano i membri della nave “Città di Milano” a salvare Nobile, mentre i norvegesi vorrebbero per sé tale trionfo. Lo scambio delle informazioni è confuso, le rivalità vecchie e nuove si mettono in mezzo. I giorni passano e il deserto di ghiaccio mette sempre più a rischio la vita dei sopravvissuti…

In questo saggio che ricostruisce gli eventi legati all’incidente del dirigibile “Italia” non ci si immerge solo in pagine che strizzano l’occhio all’avventura dei viaggi artici, al mondo difficile e coraggioso degli esploratori che hanno dato tanto, a volte la vita, per mappare le terre più lontane e inospitali. C’è ben di più. Con lucida cronaca Monica Kristensen descrive in questo “libro documentario”, come lei lo definisce, l’incredibile varietà di meccanismi che si nasconde dietro le grandi imprese. La ricerca dei fondi da investire per l’acquisto o il noleggio dei mezzi (a volte i soldi vengono dati dai paesi d’origine, a volte da ricchi ammiratori, altre sono frutto di scambi o persino ricatti), la scelta dei membri di una spedizione, che non si basa solo su attitudine e abilità personali, spesso prevalgono amicizie, rivalità, gare di popolarità o, appunto, il denaro. La burocrazia ricopre un ruolo fondamentale, i permessi per attraversare una zona, dove sostare, dove portare i rifornimenti. E a fare la differenza è la tecnologia che si possiede, perché anche l’uomo (o la donna) più ardito deve fare i conti coi propri limiti. Nel ripercorrere le tappe dello sviluppo delle comunicazioni dai primi del Novecento all’epoca di Amundsen, la Kristensen offre una interessante ricostruzione tecnico storica. Fa altrettanto per quanto concerne lo sviluppo degli aerei (che ha una impennata con la prima guerra mondiale) e dell’abbigliamento adatto per affrontare i ghiacci. Le rivalità politiche, la supremazia sull’Artico, la riscossione di premi in denaro. Roald Amundsen (1872 – 1928) è cresciuto traendo ispirazione dalla figura di John Franklin e della sua ricerca del Passaggio a Nordovest nel 1845, conquistato dallo stesso Amundsen nel 1906, che ha poi raggiunto il Polo Sud nel 1912 affascinando l’immaginario collettivo in patria e nel mondo (lo scrittore norvegese Roald Dahl, nato nel 1916 porta il nome dell’esploratore non per caso), infine il Polo Nord nel 1926. Imprese che definire memorabili è riduttivo. La sua scomparsa durante le ricerche dell’equipaggio Italia, ha consacrato il suo nome e lo ha reso una leggenda. Alla spedizione è ispirato un film russo del 1969, La tenda rossa, con Sean Connery nel ruolo di Amundsen. L’esploratrice polare, scrittrice e fisica Monica Kristensen, ha uno stile narrativo non facile da seguire, alterna pagine di dettagli tecnici ad altre più scorrevoli e occorre abituarsi a questa alternanza, ma l’abilità con cui descrive i paesaggi artici, le insidie del ghiaccio, il fascino desertico del pack rendono il viaggio sulle orme di Amundsen imperdibile.

 


 

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