L’ultimo viaggio nell’universo

L’ultimo viaggio nell’universo

George e Boltzmann Brian, il suo ingombrante amico robot, compagno di tante avventure, sono nell’astronave Artemide, lanciata in costante accelerazione verso lo spazio. La Terra si allontana sempre di più, e loro due non hanno nessun controllo sul velivolo. Era sembrata una buona idea, almeno all’inizio, imbarcarsi sulla nave spaziale: secondo i loro piani, dopo il decollo avrebbero dovuto assumere i comandi e pilotare Artemide orbitando attorno alla Terra, per poi tornare a casa. Ma l’astronave, dopo il decollo, aveva impostato la propria rotta in automatico. Man mano che si allontanano dalla Terra le comunicazioni si fanno disturbate, ed aumenta il tempo tra l’invio e la ricezione delle risposte. L’unica speranza è che Eric Bellis, il geniale padre di Annie, la migliore amica di George, in remoto riesca a riprendere il controllo della navicella, e a riportarli indietro. Dopo giorni di silenzio, la voce di Annie risuona dall’altoparlante: dice che sul loro pianeta qualcosa è andato storto, che “il mondo... si è ribaltato”; Eric è scomparso, forse rapito da qualcuno... L’urlo che pone termine alla comunicazione è raggelante. Deve essere accaduto qualcosa, laggiù a casa: qualcosa di davvero grave...

Lucy Hawking, scrittrice, divulgatrice britannica, figlia del celebre astrofisico Stephen Hawking – che, lo ricordiamo, si è spento nel marzo 2018 e a cui abbiamo dedicato questo speciale – con questo sesto romanzo (l’unico della serie che non vede come co-autore l’illustre genitore) chiude una saga dedicata ai ragazzi più curiosi, ma che è riuscita ad intrigare anche lettori con qualche anno in più sulle spalle. L’ultimo viaggio nell’universo – in originale George and the Ship of Time – catapulta il protagonista ed il lettore in un futuro distopico dove si nasce già indebitati per l’utilizzo delle poche risorse che “il migliore dei mondi possibili” mette a disposizione, dove si vive la quotidiana menzogna della negazione del cambiamento climatico, pur essendo immersi nelle sue più spaventose conseguenze, dove le menti più brillanti dei ragazzi sono asservite agli oscuri scopi di Brotto Bramp, il “cattivo” di turno, che nella sua versione olografica risplende di una “strana luce color mandarino”, dietro le cui fattezze i lettori un po’ più smaliziati non faranno fatica a riconoscere la versione caricaturale (ma non troppo) dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Pur risentendo di una narrazione dal ritmo monocorde, il racconto procede tra fughe e colpi di scena verso le pagine finali, che lasciano però la sensazione di una chiusura frettolosa. L’ultima parte del libro è dedicata ad una serie di brevi saggi curati da studiosi di chiara fama che sviluppano alcuni dei temi trattati: la dilatazione del tempo e la teoria della relatività, il cambiamento climatico, le modalità con cui verranno combattute le guerre future, la “netiquette” e l’utilizzo dei social media, l’intelligenza artificiale e quella rivoluzionaria modalità di programmazione che prende il nome di “machine learning”. Tenuto conto del fatto che il libro è uscito nel 2018, l’approfondimento sulle infezioni e sulle pandemie oggi non può che suonare quanto meno profetico. Al di là dei limiti evidenziati, il testo si presta ad essere utilizzato da insegnanti delle scuole secondarie di primo grado come base per invogliare i propri studenti ad approcciare il mondo della fantascienza e a cimentarsi autonomamente nell’esplorazione delle tematiche cardine.



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