La ballata del re di pietra

La ballata del re di pietra

Giorgio Martinengo seduto a un tavolo del rifugio Quintino Sella, osserva le foto dell’incidente aereo. Il prototipo realizzato in alluminio aeronautico era decollato da Levaldigi la mattina del 29 giugno per poi schiantarsi contro il Coolidge, senza tentare di evitarlo. Il pilota, Walter Icardi, era morto e la sua salma recuperata dai soccorritori. La compagnia per cui lavorava è la Granda Avio, che attende di riscuotere il risarcimento dalla Helios Assicurazioni, proprio quella che ha ingaggiato Martinengo per scoprire cosa ci sia dietro l’incidente. Le domande gli si accalcano in testa quando sopraggiungono Beppe e sua figlia Anna, le migliori guide alpine a cui appoggiarsi per raggiungere il sito dell’impatto. A loro si uniscono anche Gianluca Osella, azionista e amministratore delegato della Granda e la sua bella segretaria Raffaella Ferrero. Ad accompagnarli l’avvocato della Helios, Angela Beccaris. Qualche chiacchiera per rompere il ghiaccio, una discreta colazione e l’intero gruppo è pronto a mettersi in marcia per raggiungere il bivacco Villata, verso il Lago Chiaretto. La camminata è faticosa e l’aria fresca, c’è spazio per parlare persino della rapina a un furgone portavalori, cronaca locale. Osella tenta di approcciarsi alla Beccaris che deve valutare ogni dettaglio per la compagnia assicurativa, ma l’avvocato è un osso duro. Certo, uno come lui non si lascia smontare, a innervosirlo è solo il fatto che in alta montagna il segnale del cellulare sia inesistente. Alza il braccio, nella mano stringe l’apparecchio, ha il fiatone, si lamenta, poi un rumore, come un tuono e la mano salta via, ridotta in tanti pezzi...

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Fabrizio Borgio nasce ad Asti nel 1968 e la scrittura è la sua compagna di vita fin dall’adolescenza. Tante le letture di quegli anni, immancabili i volumi Urania e i libri di Lovecraft, fino ai grandi classici da Joyce a Tolstoj, e tanta la passione per la scrittura. Ha all’attivo molte opere, specialmente romanzi noir, nel 2006 esordisce con Arcane le colline che poi rielabora in Masche nel 2011 per l’editore Frilli, con cui porta avanti una proficua collaborazione. Due i personaggi ricorrenti nei libri di Brogio, l’investigatore del Dip (dipartimento indagini paranormali) Stefano Drago e Giorgio Martinengo (così chiamato in onore di San Giorgio, l’uccisore di draghi). A Martinengo ha dedicato una serie di romanzi a partire da Vino rosso sangue edito nel 2014. Ne La ballata del re di pietra l’indagine si svolge tra le cime difficili e bellissime del Monviso. A fare da spalla a Martinengo troviamo le guide alpine Beppe e sua figlia Anna, amici spinosi coi loro scheletri nell’armadio. In esergo a ogni capitolo citazioni che fanno da filo conduttore al racconto, brani che sottolineano il bagaglio culturale di Brogio, percepibile anche nello stile ricercato del testo. Il romanzo non fa fare salti sulla sedia e scorre in modo lineare, qualche ammiccamento tra Martinengo e l’elegante Angela, qualche riflessione sul senso della vita con l’amico Beppe, qualche strizzata d’occhio a colleghi poliziotti che incontra durante le indagini. Ovviamente l’arguzia del protagonista (se no che ci sta a fare?) lo porta a risolvere il caso fin nei minimi dettagli, anche quelli che sfuggono alla polizia locale. “Il mondo era spietato e gli uomini che sapevano adeguarsi a quella candida crudeltà sopravvivevano meglio degli altri. Quelli che restavano, a volte, morivano”. Piacevoli le descrizioni ambientali, i percorsi sulle cime innevate, nei rifugi, da cui emerge l’amore per la montagna e la natura.



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