La bambina di un milione di anni

La bambina di un milione di anni

Il sole batte quasi gioioso sulle lapidi che raccontano gli ultimi centocinquanta anni del paese, mentre il profumo dei fiori ricorda che il principale passatempo del cimitero altro non è che la decomposizione. Il camposanto si trova poco fuori Montebasso Nuova, una serie di villette a schiera interrotte da centri commerciali, scuole e servizi; è circondato da una cancellata in ferro battuto e da numerosi cipressi che lo mantengono in una costante penombra, ad eccezione delle ore del pomeriggio. Oggi pare che nessuno abbia voglia di piangere i suoi morti, ad eccezione di un uomo lungo e magro, dalla pelle bianchissima, che con vigorosi colpi di badile sta dissotterrando un cadavere. Nonostante il fisico magro, pare non fare fatica mentre smuove la terra, intessuta di radici ed erbacce, di fronte alla lapide di Etelina Pedrini, morta alla veneranda età di novantadue anni. Quando finalmente la vanga tocca la cassa da morto, l’uomo si inginocchia, allunga un braccio ed estrae uno scheletro ammuffito e rachitico. Intanto, nella scuola elementare di Montebasso, i bambini stanno giocando nel cortile, come accade in genere per una mezz’oretta subito dopo il pranzo. Gli insegnanti sperano, in questo modo, che gli alunni si stanchino a tal punto da non opporre poi alcuna resistenza durante le lezioni pomeridiane. All’ombra di un olmo, un bambino di otto anni che sembra in realtà un quattordicenne torreggia, aiutato da due compagni, su un bambinetto con gli abiti ben stirati ed il fisico assai esile. Nessuno, lì intorno, pare far caso all’episodio di bullismo in pieno svolgimento, ad eccezione di una bambina, che pare uscita da una pubblicità degli anni Cinquanta – gli splendidi riccioli biondi che ricadono perfetti su uno splendido vestitino rosa confetto – ed assesta un fantastico calcio sul plesso solare al bullo, riducendolo in un attimo a più miti consigli...

Nell’ultimo romanzo di Lorenzo Vargas – autore giovanissimo ma già piuttosto noto nel mondo editoriale per la sua scrittura originale – c’è un piccolo paese sconosciuto ai più, diviso in due dal terremoto che è lo spartiacque tra il prima e il dopo, nel quale vivono un uomo lungo e piuttosto emaciato ed una bambina di otto anni, i cui gesti e le cui azioni sono parte, come accade per tutti gli esseri viventi, della Storia, quella Storia che si ripete, quella Storia le cui origini risalgono a milioni di anni fa. E c’è l’eterna lotta tra il bene e il male, impersonati da Eroe e Necromante, che hanno affrontato, da nemici, tante battaglie, prima di stipulare una tregua messa pericolosamente a rischio nel momento in cui una guerra tra gli abitanti del piccolo paese e i migranti, che ne hanno occupato il centro storico disabitato, li pone di fronte a ciò che rappresentano nell’ordine cosmico delle cose. Man mano che si procede con la lettura e le immagini, a poco a poco, si disvelano, ci si rende conto che ciò che si sta leggendo altro non è che una storia quotidiana, una delle tante, quelle che si perpetuano nel tempo in maniera sempre uguale – o simile – a se stesse e che mostrano in maniera evidente la fatica dell’essere umano, che stenta a portare avanti il proprio processo di crescita – nell’accezione più positiva del termine – e tende a ripetere gli stessi errori. Un libro che racconta come spesso le dinamiche della società odierna finiscano per ripetersi: cambiano i mezzi e i nomi, ma di fronte al carisma di qualcuno che pare sapere esattamente cosa fare, si finisce per capitolare e buttarsi nella mischia, senza soffermarsi a considerare le conseguenze, spesso devastanti, delle proprie azioni e senza farsi scrupolo delle sofferenze inferte al capro espiatorio scelto unicamente per assecondare la propria insoddisfazione. Una lettura dalla trama gonfia di nostalgia, che offre riflessioni sulle contraddizioni del vivere, resa, in alcuni tratti, non troppo scorrevole da un linguaggio a volte arcaico e da uno stile assai ricercato, frutto di una scelta molto coraggiosa da parte dell’autore. La foto è di Valentina Seri.



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