La bellezza rubata

La bellezza rubata
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Adele Bloch-Bauer e Maria Altmann erano zia e nipote, componenti di una facoltosa famiglia ebrea viennese. Solo per nove anni le loro vite si sovrapposero: Maria nacque nel 1916 e Adele morì di meningite nel 1925, ma il ritratto che Klimt le fece le legò per sempre. “Adele non farti ingabbiare, sei intelligente, diceva sempre Karl il mio adorato fratello, desideravo tanto studiare, ma volevo anche avere figli, allora non ci si sposava per amore, ma per motivi di classe, di dote, di dinastia. Sposai Ferdinand, mio cognato”. In quegli anni a Vienna i Salon culturali sono vivaci, tutta l’avanguardia vi partecipa: Zweig, Mahler, Freud, Kokoschka, Koloman Moser, Oppenheimer, Klimt. Le accese discussioni sull’arte avvicinano Adele a Klimt, la ragazza diventa la sua musa, immergendosi totalmente nella trasgressiva sensualità della sua arte. A Maria, zia Adele parla di verità e bellezza, la sprona a trovare la sua forza interiore, un coraggio feroce che un giorno potrebbe salvarla. Cupi cambiamenti sono in arrivo, l’insofferenza prima, poi l’odio verso gli ebrei stanno prendendo il sopravvento. Maria, nel 1938 assiste inerme all’invasione dell’Austria da parte dei nazisti, alla razzia di tutti i beni della sua famiglia, amici e parenti vengono arrestati o uccisi, mentre i pochi superstiti sono costretti a fuggire all’estero. Maria dopo pericoli e fughe comincia una nuova vita in America, ma zia Adele torna a parlarle…

Laurie Lico Albanese ha dato voce a due donne straordinarie: questa è un’opera di fantasia, ma basata su fatti realmente accaduti. Se i dialoghi sono inventati, date, spostamenti, fedeltà e tradimenti hanno tutti un fondamento di verità, visto il grande lavoro di ricerca fatto dall’autrice. Un’altra cosa la lega a queste donne: un debito di memoria verso la sua bisnonna Regina Falcone, nata Solitar, ebrea ungherese emigrata in America e sposata ad un barbiere italiano. Un suo modesto ritratto ad olio era appeso sopra il divano della sua vecchia casa. Il ritratto di Adele Bloch-Bauer invece nell’ammirarlo si rimane abbagliati dall’oro e dal fulgore di Klimt, ma guardandola negli occhi troviamo i suoi pensieri, le preoccupazioni per il futuro, i desideri. La collana Koloman Moser indossata da Adele nel quadro e suo dono di nozze a Maria ha adornato il collo di Emma Johanna Henny “Emmy” Göring, seconda moglie del Maresciallo del Reich. Memoria, restituzione, dignità sono i temi che corrono in questo romanzo, dopo 68 anni Adele è tornata nelle mani di Maria, con l’aiuto dell’avvocato Randol Schoenberg e del giornalista austriaco Hubertus Czernin. Storia e storia dell’arte in questo romanzo sono legate, come pure crudeltà e bellezza. Woman in gold, film del 2015 liberamente tratto dalla vita di Maria Altman, con un’impeccabile Helen Mirren, potrà darci un’idea.



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