Salta al contenuto principale

La casa di sale e lacrime

La casa di sale e lacrime

Quando la morte visita una casa, si indossa un nastro nero attorno al polso per impedirle di prendere anche i propri cari. Per Annaleigh Thaumas, figlia del diciannovesimo duca di Salann, questo non è stato sufficiente. Restituire al sale i membri della sua famiglia è ormai diventato per lei una macabra abitudine. Quasi non ricorda l'ultima volta che ha indossato qualcosa di un colore diverso dal nero. Tra i corridoi di Highmoore si parla di una maledizione, la maledizione delle Thaumas. Annaleigh non riesce a crederci. Tutto è troppo strano per essere colpa di una maledizione. “Siamo nati nel Sale, viviamo nel Sale e al Sale ritorneremo”. Annaleigh non piange più durante i funerali e il dolore per la perdita Eulalie, ultima sorella ad essere stata trovata morta in circostanze misteriose, lo vive in silenzio. Quante altre volte ancora avrebbe dovuto ascoltare l’alto marinaio pronunciare quella formula di rito? Prima per sua madre poi, una dopo l’altra, per quattro di loro. Quanto tempo potrà mai passare prima che si veda portata via un’altra delle sue sorelle? Le dodici ragazze Thaumas, adesso, sono rimaste in otto. Per quanto tempo ancora dovrà vivere il dolore, per quanto ancora dovrà continuare a vedere nell'armadio pile di vestiti neri tutti uguali, tutti tristemente famigliari. Annaleigh vede le morti pesare sulle persone a lei care e si chiede se forse non sia il caso di interrompere il lutto, di cercare un nuovo inizio, per sé e per la sua famiglia. Le sue sorelle però, le sue sorelle morte, non sembrano essere d’accordo...

Retelling della fiaba Le dodici principesse danzanti, La casa di sale e lacrime si posiziona a metà strada tra l’antenato grimmiano e un’altra famosa riscrittura cinematografica, Barbie e le dodici principesse danzanti, film d’animazione del 2006. Erin A. Craig, autrice bestseller per il “New York Times”, sforna un romanzo perfetto per il pubblico YA per il quale è pensato. Forte di un world building tanto meticoloso quanto poco complesso, il romanzo si tinge di quella punta di dark indispensabile per incuriosire e intrigare i giovani lettori. Il pilastro del romanzo è infatti l’ambientazione, allo stesso tempo marinaresca e medievale, che si popola di elementi caratterizzanti, al centro dei quali c’è il sale, capaci di arricchire questo mondo fantastico di straordinarietà e mistero. Erin A. Craig costruisce un universo a sé stante del quale cura molti, seppur non tutti, aspetti. Abbastanza per uno standalone, comunque. Grazie all’ambientazione fiabesca dei balli, delle feste, delle danze che si incastra con l’atmosfera horror degli omicidi, della maledizione, della morte, La casa di sale e lacrime, in un universo letterario in cui i retelling rischiano di confondersi tra loro, si eleva dalla massa, unisce generi diversi, dona al romanzo quell’unicità non riproducibile di quando la fiaba si fa incubo.