La città di Adamo

La città di Adamo
Marcello Vinciguerra – imprenditore di successo grazie all'azienda agricola ereditata dal padre - la sera che sua moglie Ludovica, proprietaria di un negozio d'arredamento e design, gli porta in casa un Brionvega Algol d'annata, tutto può immaginare tranne che nella sua vita stia per insediarsi un tarlo insospettabile e maligno. Dal piccolo schermo di quella vecchia tv infatti, Marcello osservando distrattamente un talk show politico-giornalistico, vede all'improvviso un'immagine che gli si stampa indelebile sulla retina. Un filmato in bianco e nero ritrae suo padre e lui da piccolo in una piazza, con alle spalle un edificio a forma di cilindro. Non fa in tempo a seguire il seguito per cercare di capire di cosa si tratti poiché la trasmissione termina. Così, quando a notte fonda sua moglie si addormenta, dal sito internet della RAI, Marcello riguarda l'intera trasmissione, scoprendo così che il servizio ricalca addirittura le gesta di una potente famiglia camorristica casertana, capeggiata da Adamo Pastorelli e da suo figlio Duilio, fondatori, a detta del servizio, dell'intero quartiere di Eurano. Solo a quel punto a Marcello viene in mente un frammento di ricordo a proposito dell'immagine di lui e suo padre lì, proprio nella piazza di Eurano, parecchi anni addietro. Si tratta di un incontro che suo padre doveva tenere con un uomo proprietario di una catena di supermercati. Quell'uomo, ne è certo, si chiamava incredibilmente Adamo. Cosa significa tutto ciò? Che tipo di contatti poteva mai avere avuto suo padre con quella gente? Chi può aiutarlo a ricostruire una vicenda di cui conserva solo un frammentato e sbiadito ricordo?...
Giorgio Nisini, giovane studioso e saggista viterbese, bissa il successo del fortunato romanzo d'esordio La demolizione del Mammut – finalista al Premio Tondelli – grazie ad un ‘thriller morale’ ad ampio respiro. Marcello Vinciguerra, uomo dalla vita perfetta e ingessata in sicurezze fin troppo stereotipate e rassicuranti - una moglie bellissima, colta e di successo, un matrimonio perfetto, un'azienda lasciatagli in eredità dal padre che vanta utili e successi in tutta Italia - vede all'improvviso crollare tutte le proprie certezze: da lì niente per lui sarà più uguale ed inizierà una catarsi esistenziale che lo trascinerà in un baratro interiore - man mano che procederà a ritroso sui fatti, come un vero e proprio detective - finendo con il vivisezionare la sua intera esistenza, fino a metterla completamente in discussione. Un viaggio dell'uomo dentro se stesso, dentro i propri limiti e le proprie consuetudini precostituite, uno viaggio che è anche uno scontro frontale tra quelle stesse sicurezze e lo sfuggente mondo della malavita, dove il confine tra lecito e illecito è sempre incredibilmente fragile e invisibile. Ma sopratutto un viaggio nel rapporto generazionale padre-figlio vissuto come pretesto di analisi e conoscenza del sé.

Leggi l'intervista a Giorgio Nisini

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