La confraternita degli storici curiosi

La confraternita degli storici curiosi

Madeleine Maxwell si è appena laureata in Storia antica. È una tipa schiva, ha perso i genitori da piccola, non è particolarmente brava a fare amicizia e a fare buona impressione alla gente. Per questo la stupisce molto la proposta della sua vecchia prof del liceo di candidarsi per un lavoro all’Istituto Saint Mary, nota università umanistica. Al colloquio, Max scopre che la posizione per cui si è inconsciamente candidata è ben lontana dal ruolo di impiegata da ufficio che si aspettava. L’Istituto ha infatti realizzato il sogno di tutti gli storici: ha creato delle capsule per viaggiare nel tempo. Dopo un pesante allenamento e una serie di esami piuttosto pericolosi, i candidati vengono proclamati “storici” a tutti gli effetti e possono cominciare, in coppie, a compiere viaggi nel tempo. Le regole di base sono banali quanto essenziali: non interferire con gli eventi e passare totalmente inosservati. Il ruolo degli storici ha scopo esclusivamente accademico, devono occuparsi di documentare e confermare i fenomeni del passato. Tuttavia, i viaggi sono sempre molto pericolosi e spesso gli storici rimangono feriti, o uccisi. Insomma, tra la possibilità di vivere in epoche passate e diverse ogni giorno e il costante rischio di morire dolorosamente, il Saint Mary è il luogo perfetto per Max, e diventerà la sua nuova casa e l’inizio della sua nuova vita. Tra legami profondi, tradimenti inaspettati, scoperte di portata gigantesca, attacchi di dinosauri e persone provenienti dal futuro, il ruolo di Maxwell all’interno della storia dell’umanità sarà davvero rivoluzionario...

Il tema dei viaggi nel tempo è da sempre interessante ed accattivante, ed è stato trattato negli anni nei modi più disparati. In questo romanzo ricchissimo di eventi e colpi di scena, se ne affrontano gli aspetti più pratici e avventurosi, ma viene anche dato spazio al problema etico di come potrebbero essere sfruttate le potenzialità di una macchina del tempo. Quanti cercherebbero di approfittarsene per arricchirsi, ignorando le conseguenze sul futuro e sul passato? Jodi Taylor utilizza una scrittura molto semplice e ritmata, che permette una lettura veloce e scorrevole. I dialoghi e le descrizioni trasmettono immediatezza e catapultano il lettore nel corso degli eventi. Tuttavia spesso la narrazione pecca di superficialità: la descrizione di molte scene è carente, rende difficile l’immedesimazione, e quasi tutti i riferimenti storici sono piuttosto generici e falsati. Anche la protagonista ha un carattere poco chiaro, poco coerente, non si lascia conoscere fino a fondo e spesso le battute e l’umiltà con cui si rivolge al lettore suonano un po’ forzate. Nel complesso un tono piuttosto adolescenziale che rende il romanzo una lettura comunque piacevole e leggera, che ha il grande merito di suscitare in chi legge un rinnovato interesse per la Storia, e un pizzico di nostalgia per tutti quei viaggi nel tempo che noi del XXI secolo, per ora, possiamo solo sognare.



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