La corte di rose e spine

Feyre non aveva mai pensato che saper leggere e scrivere un giorno le avrebbe potuto salvare la vita. E invece ora, costretta ad affrontare le tre terribili prove che Amarantha - la regina del Regno Sotto la Montagna - ha in serbo per lei, rimpiange amaramente di non aver preso più seriamente la sua istruzione e di aver rifiutato con tanta facilità l’aiuto che Tamlin le ha offerto. La prima prova è stata “semplice”, se confrontata con quella che sta affrontando; ha dovuto scontrarsi con una bestia immonda e crudele ma lo ha fatto nel campo che lei conosce meglio, la caccia. Una lotta impari – Amarantha ha fatto di tutto per far sì che Feyre perisse nella prova - ma dalla quale è uscita vincente, mettendo a frutto tutto quello imparato durante i lunghi inverni passati nel bosco. Ma quella di ora è una prova del tutto diversa. Davanti a tre leve, deve sceglierne una per fermare quella griglia che, viceversa, continuerà inesorabilmente a scendere e finirà per infilzarla. La soluzione è racchiusa in quel groviglio di lettere incise sulla parete di fronte a lei, che però non riesce a mettere in un ordine logico. Se solo glielo avesse almeno letto ad alta voce…! E invece deve solo affidarsi all’istinto e sperare di far la scelta giusta e gelare quel sorriso viscido che lentamente si sta aprendo sul volto bianco e bellissimo di Amarantha; un sorriso che non si estende ai suoi occhi, neri come la pece e profondi come due pozzi, privi di qualsiasi calore e luce…

La corte di rose e spine è il primo volume della omonima saga fantasy dell’autrice statunitense Sarah J. Maas. Già autrice della saga Il trono di ghiaccio – il cui secondo volume è stato candidato dal “New York Times” come miglior best seller YA – la Maas si ispira alla favola Disney de La Bella e la Bestia per narrare le vicende di Feyre, giovane donna, che si ritrova a lottare prima per il sostentamento della sua famiglia e poi per l’uomo che ama. La prima parte della narrazione è molto lenta (è solo a pagina 267 che si iniziano ad avere più informazioni sul mondo nel quale ci troviamo), mentre nella seconda metà del volume il ritmo diviene incalzante e sostenuto, catturando il lettore e spronandolo ad andare avanti. Un romanzo gotico-fantasy in piena regola, dove abbondano le descrizioni sia dei paesaggi che dei personaggi e del loro stato d’animo. A prevalere, i colori cupi e le scene violente che, però, non disturbano il lettore più sensibile. A risultare sgradito, invece, l’uso dei puntini di sospensione. Decisamente troppi e in alcuni casi fuori luogo, poiché interrompono il flusso narrativo.

 


 

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