La febbre dei Petrov e altri accidenti

La febbre dei Petrov e altri accidenti

Il signor Petrov, la signora Petrov e Petrov figlio: una famiglia russa come tante in una cittadina degli Urali, Ekaterinburg. Il signor Petrov è meccanico, fa tanti sogni e ascolta gli sproloqui degli sciroccati che incontra nel suo girovagare; rimpiangono il potere e il prestigio del passato, gli parlano di Putin e di fisica quantistica. E spessissimo si imbatte anche in Igor, una specie di amico altrettanto strano. La sua testa è però affollata delle storie che disegna, da fumettista amatoriale: “poliziotti futuristici, combattimenti tra robot e malvagi cybercriminali, grattacieli, esplosioni, macchine volanti, mutanti, schegge che volano da tutte le parti”. La distrazione dura poco; e, mentre la realtà lo riporta alle incombenze quotidiane, giudica la sua arte brutta, anzi atroce. La signora Petrov è una bibliotecaria dal cuore abbastanza arido. Odia la gente, apprezza il silenzio; al lavoro passa il tempo a schivare gli psicopatici che si aggirano tra gli scaffali. Il piccolo di famiglia legge solo Harry Potter e fatica a staccarsi dallo schermo del telefonino, come tutti i suoi coetanei. Suo padre era un bimbo diverso: nelle incessanti memorie di vita che richiama alla mente, il signor Petrov si rivede affascinato dai giochi di magia e dagli effetti speciali del cinema, ricorda di essere stato sempre immerso nei libri. Ma questo accadeva una vita fa. Nel frattempo, durante le feste natalizie, una strana influenza colpisce la famigliola e il resto della città. La febbre contagia prima i genitori, poi il piccolo e genera in ognuno di loro comportamenti più anomali del solito. La percezione della realtà sfuma nel sogno, e il delirio della febbre produce incubi…

Con questa originale storia è garantita un’immersione totale e straniante nella realtà russa contemporanea, con il suo complicato passato distrutto, mal digerito, e la folla di personaggi unici a caratterizzare un presente quasi indecifrabile, nel bene e nel male. Per qualche ora, il clima febbricitante e delirante reso così bene dall’autore (e dal suo traduttore) ha lo stesso effetto di un sogno, di quelli difficili da raccontare al risveglio. La famiglia Petrov sembra immobile e richiusa in un’ordinaria routine senza slanci e ambizioni, eppure è attraversata da una varietà di sentimenti ed esperienze intime che possiedono un loro fascino. C’è comicità e tenerezza dentro gesti e personaggi sgradevoli, ci si trova a sorridere per avvenimenti assai scorretti, incuriosisce come la cultura contemporanea, tra film, libri e serie, sia assimilata e interpretata da quelle parti. Non di solo pop, comunque, vivono i Petrov e i loro compagni; spuntano, qua e là, i rimandi ai grandi classici della letteratura russa che, in altri tempi, avevano creato personaggi e storie nelle declinazioni più estreme, extra- ordinarie. Se “gli accidenti” che accadono ai Petrov sono così coinvolgenti lo si deve allo stile dell’autore, abile nel cogliere la follia nel gesto o nella parola meno evidenti e pronto a raccontarla con faccia tosta e penna leggera, a scansionarla nei dettagli più irriverenti, a dissacrarla. Si capisce così come l’opera di Aleksej Sal’nikov sia stato un caso letterario in Russia (ormai quattro anni fa) e poi una rilevazione anche in altri paesi. Sal’nikov, estone ma cresciuto negli Urali, ha scritto racconti, poesie e romanzi. La febbre dei Petrov e altri accidenti probabilmente diventerà un film diretto da Kirill Serebrennikov.



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