La figlia del diavolo

La figlia del diavolo

Aveva cominciato Phoebe a parlare di matrimonio con Henry, e all’inizio lui aveva provato a dissuaderla. Henry era il suo amico d’infanzia, una persona arguta ed intelligente nei confronti della quale l’iniziale sentimento di amicizia si era andato trasformando a poco a poco fino a farle provare, ogni volta che gli era accanto, brividi d’amore. Henry era cagionevole di salute e molto debole; temeva che la misteriosa malattia di cui soffriva gli avrebbe potuto impedire di essere un buon marito ed un buon padre. Ma Phoebe non aveva accettato la sua rassegnazione, lo aveva confortato e gli aveva assicurato che avrebbero lottato insieme per cercare di risolvere il problema, gli aveva dichiarato tutto il suo amore promettendogli che gli sarebbe stata accanto per tutto il tempo che avrebbero avuto a disposizione. E così si sono sposati, due sprovveduti ragazzi vergini che hanno scoperto insieme i misteri dell’amore, con imbarazzo e gioia. Dal loro amore sono nati Justin e Stephen, che non è però riuscito a conoscere il padre, le cui condizioni di salute sono precipitate proprio quando la donna era incinta del secondo figlio. Nei mesi di dolore seguiti alla morte del marito, Phoebe e i bambini sono andati a vivere nella casa d’infanzia della donna, dove sono riusciti a trovare conforto e amore. Ora però il periodo di lutto è terminato e Phoebe si sente pronta per cominciare una nuova vita da giovane madre di due bambini. Presto si trasferirà alla tenuta Clare, nell’Essex, per cercare di crescere i figli come il loro padre avrebbe voluto. Prima, però, c’è il matrimonio di suo fratello Gabriel, che sposerà Lady Pandora Ravenel. Il cognome della futura sposa turba molto Phoebe: uno dei cugini di Pandora, West Ravenel, altri non è che quel mascalzone prepotente e meschino che si divertiva, da ragazzo, a perpetrare ogni sorta di dispetto ai danni del piccolo ed indifeso Henry, quando entrambi si trovavano in collegio. Phoebe non ha mai incontrato West Ravenel, ma è certa che si tratti di una brutta persona, con la quale sarebbe bene non avere nulla a che fare...

Con il quinto volume della serie The Ravenels - ciascuno di essi autoconclusivo - Lisa Kleypas offre al lettore la storia di due personaggi che già aveva introdotto nei precedenti romanzi della serie, immersi nell’elegante atmosfera vittoriana - periodo storico contrassegnato da enormi cambiamenti a livello sociale e politico - che la scrittrice tratteggia con accuratezza ed eleganza. Si tratta di due figure estremamente diverse ma accomunate dalla lotta che entrambe stanno combattendo contro i timori, i dubbi e i dolori del passato. Lady Phoebe deve imparare a destreggiarsi tra i figli, la casa e la tenuta e dovrà farlo da sola, senza l’appoggio del defunto marito che, per quanto persona debole e malata, ha rappresentato per la giovane ragazza un sicuro punto d’approdo. West Ravenel, macchiato da un passato che ritiene impossibile da cancellare e spesso reputato bullo, prepotente, libertino e mascalzone, si occupa della tenuta del fratello, della quale è diventato amministratore, ed ha imparato a sporcarsi le mani e a lavorare d’impegno insieme ai fittavoli. Quando i due si incontrano, Lady Phoebe - che ha da sempre nutrito un profondo sentimento d’odio nei confronti di colui che aveva reso la vita del marito, quando era in collegio, un inferno - si trova di fronte ad una persona completamente diversa da quanto aveva immaginato e rimane affascinata dal giovane elegante, educato e di buone maniere, capace di conquistare in un attimo l’affetto dei suoi figli. In un percorso di riscoperta, che lascia aperta la strada per una seconda possibilità per entrambi, la passione tra i due esplode e li travolge. Con una scrittura ricca di dettagli, la Kleypas conduce con delicatezza il lettore nella splendida campagna inglese e nel cuore dei protagonisti, permettendo agli appassionati del genere di rimanere incantanti dalla magnificenza dei paesaggi e dalla sontuosità degli scenari. Una lettura estremamente semplice ma godibile e, a tratti, divertente, consigliata a chi è alla ricerca qualche ora di evasione, senza pretesa alcuna.



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