La figlia del peccato

La figlia del peccato

Inghilterra, febbraio 1959. Elvira è destinataria di una lunga lettera che accompagna la chiave che le aprirà le porte della libertà. Fuori dal Saint Margaret c’è sua sorella gemella. Ivy non la seguirà: per lei ormai la vita, senza più la sua piccola Rose, non ha più senso. La mente torna al momento del suo arrivo, con una figlia in grembo, e ancora troppo piccola per comprendere il mondo. Nonostante l’intervento di suor Angelica, suor Carlin e suor Faith, Ivy conquista a suo modo la libertà: sale sul davanzale e salta nel vuoto. Febbraio 2017, Samantha si destreggia tra la figlia e il lavoro da giornalista. È davanti alla porta dei Connors per ricostruire la loro storia. Ottenendo l’esclusiva per una delle più grandi testate della nazione. Una volta a casa, Nana le mostra una lettera trovata tra le scartoffie del nonno. Nella stessa serata, Kitty Cannon si sta preparando per la cena di gala organizzata in suo onore per i quindici anni di successo del suo talk show. Perché il nonno ha conservato una lettera di Ivy? E perché al processo per il ritrovamento del corpo di padre Benjamin è presente Kitty Cannon? Quali truci segreti sono racchiusi tra le mura del Saint Margaret? Sam è decisa a scavare a fondo e a portare alla luce una vecchia storia che nessuno vuole raccontare. E che sconvolgerà anche le sue certezze...

Emily Gunnis, giornalista e sceneggiatrice inglese, esordisce con un romanzo avvincente che racconta, con coraggio e forza narrativa, un intreccio basato su fatti realmente accaduti, risultato di un’attenta attività di ricerca e documentazione, che denuncia le violenze fisiche e psicologiche perpetrate ai danni delle giovani madri costrette a cedere i loro figli alle famiglie benestanti. Il Saint Margaret è una prigione, nella quale giovani donne devono scontare la pena per aver concepito figli fuori dal matrimonio. Un luogo nel quale la dimensione della cura e dell’accoglienza viene sostituita dalla crudeltà e dalla violenza. L’istituto, frutto della fantasia dell’autrice, rappresenta i numerosi conventi irlandesi gestiti dalle suore che hanno ospitato, tra il 1765 e il 1978, più di trentamila ragazze madri, le Magdalene. Una pagina della storia da dimenticare. Il racconto alterna lettere e indagini, passato e presente, mescolando con maestria suspense e colpi di scena a storie di crudeltà agghiaccianti, segreti inconfessabili e gesti eroici che nascono dalla forza di essere madri. I salti temporali e la capacità di tratteggiare personaggi realistici e appassionanti rendono La figlia del peccato un romanzo scorrevole, tenendo sempre alta la tensione narrativa e coinvolgendo il lettore in una storia struggente e potente. Che resta appiccicata all’anima.



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