La ghostwriter di Babbo Natale

La ghostwriter di Babbo Natale

Fingersi malata la vigilia di Natale, approfittando di un capogiro, un po’ di brividi e uno strano malessere allo stomaco è la possibilità per Vani Sarca di evitare di passare le feste di Natale in famiglia. Almeno questo è quello che pensa lei, se non fosse che appena avvisa la madre della sua influenza questa organizza un trasferimento in massa della famiglia, con tanto di pentole e carabattole e soprattutto regali di Natale, direttamente a casa della figlia malata. Insomma la tanto agognata solitudine natalizia finisce invece con una cena della Vigilia direttamente a casa di Vani, con la sorella schizzinosa che le sta lontana per paura di prendersi l’influenza (avendo già molti progetti per Capodanno con il fidanzato), la madre che si dà un gran da fare in cucina e il padre che “subisce” le donne di casa come suo solito. Vani non è proprio contenta di questa invasione nella sua tanto agognata privacy: ha fatto talmente tanto per questa sua vita in solitudine! Ma almeno ci guadagna una cena decente, visto che quello che al massimo lei può fare è concedersi di riscaldare qualcosa di pronto, non essendo proprio quella che si definisce una “regina dei fornelli”, anzi... E poi non c’è soddisfazione nemmeno nei regali di Natale. Mentre sua sorella riceve un abito blu, intonato perfettamente al colore dei suoi occhi, per lei c’è una carta da lettere che sembra veramente inappropriato, considerato che scrivere lettere a mano non è proprio un’attività di Vani. Lei scrive soltanto per mestiere: è una ghostwriter! All’improvviso, dal piano di sopra, arrivano urla e rumori forti. Che sta succedendo?

Anche in brevi racconti come questo, pubblicato per le festività natalizie del 2017, Alice Basso riesce a non farci mancare alcuna caratteristica di Vani Sarca, il suo personaggio, divertente e intelligente, che sembra saperne sempre una più del diavolo. E in questa avventura, come sempre, riesce a portare a termine, con successo, un intervento, di certo non richiesto, di certo non in collaborazione con il suo amico Berganza, commissario di polizia, di certo non con le sue abituali frequentazioni, visto che ci sono di mezzo dei bambini, che, per sue caratteristiche, non sono proprio il genere di umani che predilige, ma con le capacità di cui è dotata e che sono così importanti nella professione che svolge, prima fra tutte la possibilità di mettersi in contatto con la psicologia di chi la circonda, intuendo la modalità da perseguire per giungere alla verità e soprattutto la soluzione del “caso”. No, Vani Sarca non rinuncia mai a essere se stessa, nemmeno di fronte ai più piccoli che non capiscono la sua mole di parole dotte, ma si accontentano di una spiegazione sommaria per non perdere il filo del discorso. Carina la figura di Morgana da piccola, ad appena sette anni, la tenera e affettuosa vicina di casa che così tanto ammirerà Vani Sarca negli anni (e nelle storie) a venire, da adolescente. In questo episodio, infatti, ha già una base interessante su cui fondare il suo futuro voler assomigliare a questa sua amica del piano di sotto. La storia si arricchisce, quindi, di nuovi particolari e il divertimento è sempre assicurato!



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