La gioia, all’improvviso

La gioia, all’improvviso

Andare agli incontri con i lettori dà molta felicità a Manuel, che sta facendo un tour per presentare il suo ultimo libro di successo. Quando entra in libreria, molte persone vanno a salutarlo, ma una di esse è speciale. All’inizio Manuel non la riconosce, ma dopo solo due parole ecco che i ricordi riaffiorano. Non vede quella donna da oltre trentacinque anni; la sua bellezza se ne è andata e Manuel cerca di estrarre dalla sua fisionomia attuale quella che è depositata nei suoi pensieri. Forse la donna se ne accorge e allora Manuel le dice quello che la sua mente gli detta: le confessa di averla sempre ammirata moltissimo. Lei gli risponde di aver pianto leggendo il suo libro, nel quale i suoi genitori, che lei ricorda bene, sono stati raccontati in maniera perfetta. Anche Manuel ricorda molto bene i genitori di lei, amici dei suoi. Ricorda bene le risate tra loro, le battute, le cene in piccole osterie, le speranze. E di tutto questo, quel che resta sono solo Manuel e quella donna. Non ha il coraggio di chiederle degli altri parenti a Barcellona e, più tardi, torna in albergo pensando a lei; ha avuto paura di chiederle se fosse sposata e se avesse avuto figli e, alla fine della cena, l’ha vista da lontano ma non si è avvicinato per salutarla. Entra nella sua stanza, al quindicesimo piano dell’albergo, e non riesce a togliersela dalla mente. Forse avrebbe dovuto salutarla, perché difficilmente capiterà che si incontrino di nuovo. Andavano a sciare insieme, nel 1978 e nel 1979, e lei indossava un’attrezzatura modernissima: sci Rossignol, attacchi Look Nevada e scarponi Nordica. Manuel non ha osato confessarle tutti questi ricordi, che forse nascondono quello più importante e profondo: la prima volta che Manuel ha visto Barcellona, è stato grazie a quella donna e alla zia, che ora non c’è più. Con il viso di Paloma - questo il nome della donna - davanti agli occhi, cerca di addormentarsi...

A due anni dall’uscita del romanzo Ordesa (pubblicato in Italia con il titolo In tutto c’è stata bellezza), Manuel Vilas offre ai lettori il suo nuovo lavoro, una sorta di taccuino di viaggio, non sequenziale, nel quale l’autore si muove dal passato al presente, superando i rigidi limiti imposti dalla realtà, per parlare di vita, famiglia, figli, dolore e gioia. Da un hotel all’altro, attraversando diversi stati, lo scrittore, impegnato in un tour mondiale per la presentazione del suo ultimo libro di successo, da un lato mostra la sua veste pubblica - quella dell’autore che dialoga con i lettori durante gli incontri riservati alla presentazione del suo libro - mentre dall’altro offre anche l’immagine più privata di sé, quella di un uomo capace di approfittare di ogni momento di solitudine per riflettere ed arrivare alla conclusione che tutto - tutte le esperienze vissute, tutti gli amori vissuti, tutto ciò che con dolore si è finito per perdere - diviene gioia ed allegria. Indicativi, in questo senso, sono i versi, di Josè Hierro che l’autore pone in apertura: “Sono arrivato alla gioia dal dolore. / Ho imparato dal dolore che l’anima esiste. / Per il dolore, là nel mio regno triste, / albeggiava un misterioso sole”. In un perfetto intreccio tra invenzione e autobiografia, Vilas mostra di essere un viaggiatore attento a tutti gli incontri che possano, in qualche modo, contribuire a ricostruire il suo passato, quello della sua famiglia di origine. Sì, perché secondo l’autore, “tutto ciò che è importante succede in famiglia” e la ricostruzione della sua storia, attraverso il continuo aggiungere pezzi ad un mosaico che si fa via via più colorato e completo, altro non è che il riflesso della storia della sua terra e del suo Paese. Il passato e il ricordo dei genitori si mescolano al presente, ai racconti della sua famiglia, della compagna e dei figli - con i quali il rapporto è complicato ma meraviglioso, perché quella tra genitori e figli “è una storia d’amore che non finisce mai” – e diventa l’unica eredità che valga la pena celebrare, vera fonte di gioia. Pagine delicate e sincere, nelle quali episodi personali si alternano a considerazioni sulla società e la politica odierna; pagine impregnate di vita che raccontano il complesso percorso che conduce dal dolore alla gioia, un percorso universale che invita a non temere di mostrarsi esattamente quello che si è, fragilità e debolezze incluse.



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