La guerra di Mattie

Matilda “Mattie” Simpkin sta andando alla fiera di Capodanno giù in paese. Come suo solito, tiene una piccola clavetta dentro la borsa: non si sa mai chi si incontrerà lungo il cammino, dato che la donna preferisce sempre arrivare in centro passando attraverso la brughiera. Mattie adora passeggiare nella natura: percorrere i boschi non solo è un ottimo esercizio fisico, ma rappresenta anche un momento di grande nutrimento per il cervello. La giornata è splendida, limpida e soleggiata; la donna augura buona giornata ad una gazza dallo sguardo perfido, senza smettere tuttavia di stare allerta: nel suo passato di ex-suffragetta, tenere la guardia alzata è sempre stato di vitale importanza e, a suo tempo, aveva anche scritto più di un articolo riguardo questo argomento. Man mano che Mattie avanza verso i laghetti di Hampstead, il rumore festoso della fiera risuona più forte, e cominciano a intravedersi le giostre, coi loro seggiolini colorati e vorticanti. Dopo un cordiale scambio di convenevoli col maggiore Lumb, la donna apre la borsetta per estrarre il suo taccuino - è solita annotare le idee che le vengono in mente per la sua Rubrica sul “The Hampstead & Highgate Express” - ma, rapita dallo spigliato motivetto suonato improvvisamente dall’organo della fiera (una marcetta che inevitabilmente la rimanda al passato), dimentica del tutto di chiuderla. Mattie non sente i passi alle sue spalle, e in un attimo, la borsa viene sottratta alla sua presa da un giovanotto, che si precipita correndo verso le bancarelle. Raccogliendo da terra una bottiglia di whisky in miniatura, ancora in parte piena, la donna effettua un lancio apparentemente perfetto verso il ladro, sfoderando un’abilità che, nonostante l’avanzare del tempo, sembra non essere andata del tutto perduta. Peccato che la bottiglia finisca dritta in faccia ad una ragazza coi capelli rossi, uscita d’improvviso correndo da dietro una delle bancarelle! Il labbro della poveretta ha le dimensioni di un wurstel e Mattie non sa davvero come scusarsi; la malcapitata - che si chiama Ida - e il suo ragazzo, sono increduli e le danno della pazza. Intanto, del ladro sembra non esserci più traccia, e Mattie torna a casa con la coda tra le gambe dopo averlo cercato invano per una buona mezzora; due chiacchiere con la sua amica e coinquilina Florrie, detta “La Pulce”, e l’increscioso accaduto nella brughiera sembra non avere più importanza. Almeno finché il sergente Beal, col suo elemetto e la faccia spigolosa, non fa capolino dalla porta della cucina...

La “Women’s Social and Political Union” (WSPU), conosciuta in tutto il mondo come il movimento femminista delle Suffragette, fondato da Emmeline Pankhurst, non può essere davvero morto. Certo, dopo avere imperversato nell’Inghilterra della prima metà del novecento, ed essersi guadagnato il pregio di fare da apripista nella lotta per i diritti delle donne, la Prima guerra mondiale gli ha imposto una brusca frenata. Ma tutto quel fervore e quella voglia di lottare non possono essere andati perduti del tutto: quell’ideale, quella scintilla che ha permesso alle storiche donne del movimento di resistere alle umiliazioni, alle incarcerazioni, al dolore per la perdita della vita delle loro compagne - a fronte di poche, per quanto significative e fondamentali conquiste - deve pur essere lì, da qualche parte. Forse che la questione femminile può risolversi così, con la sola conquista del voto? Eh no, mie care. Il voto è solo il punto di partenza: è questo, il messaggio che la tenace protagonista del libro di Lissa Evans - autrice inglese di libri e serie tv - cerca di trasmetterci in modo appassionato e talvolta comico. Ultimo e indomito baluardo di una lotta che deve continuare ad ogni costo, la (quasi) sessantenne Mattie Simpkin cerca di tenere alto il vessillo, non senza difficoltà, nella Londra del primo dopoguerra: scrive articoli per giornali accreditati; è membro della “Lega per la Libertà delle Donne”, ultima coda delle suffragette, per la quale tiene delle conferenze che nella migliore delle ipotesi suscitano solo l’ilarità dei partecipanti, impassibili, e per niente empatici, di fronte a nomi importanti come quello della scienziata Mary Somerville, o della scrittrice Charlotte Brontë, che una volta precisò di non essere un uccello da intrappolare, ma un essere umano libero e con una propria volontà indipendente; o della della dottoressa Garret Anderson, prima donna magistrato e prima donna a conseguire la qualifica di medico chirurgo. “Fatti non parole”, recita lo storico motto della WSPU: è importante informare, ma lo è altrettanto reclutare, indirizzare verso la consapevolezza di sé stesse giovani ragazze con desideri e ambizioni più complesse che quelle di giurare eterna dedizione al giovanotto di turno. Incontriamo, com’è prevedibile, tante ex suffragette lungo il percorso: in primo piano la dolcissima Florrie (La Pulce), con la quale Mattie divide la Topaia (così viene soprannominata la casa nella brughiera), un’ispettrice sanitaria qualificata con un’autentica adorazione per la protagonista, della quale rappresenta l’esatta antitesi: tanto Florrie è precisa, ordinata e riflessiva, quanto Mattie è vulcanica e istintiva. E c’è anche chi, intanto, si è staccata dai vecchi ideali per abbracciarne di nuovi, come Jacqueline “Jacko” Fletcher, colei che, con grande rammarico di Mattie, si impegna ora a sostenere una causa del tutto diversa, quella de “I Fascisti dell’Impero”, affinché il comunismo non riesca a tarpare le ali ai giovani ambiziosi. Una storia tutta al femminile dunque, nella quale ogni singolo ritratto, non solo quello della protagonista, risulta essere delizioso; donne spigliate, attive, determinate: la vecchia guarda che cerca di passare il testimone a quella nuova, nella speranza che la fiaccola resti accesa ancora a lungo; è divertente, e tenero vedere come si rivolgano l’una all’altra coi nomignoli di una volta, quando erano compagne unite nella lotta, recuperando per un breve, nostalgico istante quell’affettuoso cameratismo, quel magico ingrediente alla base del successo di qualunque conquista sociale.

 


 

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