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La luna fredda

La luna fredda

New York, inverno. Due efferati delitti vengono scoperti a poche ore di distanza uno dall’altro. Sono stati compiuti secondo rituali bizzarri ma diversissimi tra loro, eppure hanno qualcosa in comune : sulle scene dei delitti sono stati lasciati due orologi antichi e un biglietto enigmatico firmato L’Orologiaio. Lincoln Rhyme e i suoi collaboratori hanno a disposizione solo poche ore per fermare questo killer geniale e meticoloso ossessionato dal tempo. E mentre Amelia Sachs fatica a conciliare la caccia all’Orologiaio e al suo assistente Vincent “il Grosso” Reynolds, un obeso disadattato col vizietto dello stupro e una passione per i Twinkie e la necrofilia, con la sua prima indagine autonoma - il caso di un apparente suicidio che la porterà a scoprire inquietanti rivelazioni sul proprio passato - compare sulla scena dell’inchiesta un’inattesa quanto provvidenziale alleata per Rhyme: l’agente speciale Kathryn Dance, esperta nella lettura del linguaggio non verbale dei sospettati...

Settima avventura (ottava a voler contare il racconto Il regalo di Natale pubblicato nell’antologia Spirali) della saga di Lincoln Rhyme, il detective tetraplegico maestro nel leggere la scena del crimine anche a distanza, grazie ai suoi collaboratori (tra i quali una faccia nuova, quella di Kathryn Dance, che vedremo molto spesso in futuro perché darà presto vita a una serie spin-off). Una saga di enorme successo, che qui vive uno dei suoi momenti più efficaci e convincenti: era forse dai tempi de Il collezionista di ossa, ormai un decennio fa, che non leggevamo un romanzo di Jeffery Deaver così elettrico, emozionante, pieno di spunti e colpi di scena. La luna fredda ha tutti gli ingredienti che hanno reso la saga di Rhyme una delle più amate del panorama thriller - ritmo, stile terso e teso, digressioni interessanti, personaggi complessi - e anche qualche elemento di novità : per esempio il destino del killer (che naturalmente non sveliamo), memorabile figura di gelida, adamantina malvagità.