La luna nera - La saga di Poldark

La luna nera - La saga di Poldark

Cornovaglia, febbraio 1794. Elizabeth e George avevano deciso che il loro primo figlio sarebbe nato in città, per avere la miglior assistenza medica possibile. Il dottor Behenna assicurava che c’era ancora tempo, così si erano trattenuti a Trenwith. Ma il 13 febbraio Elizabeth scivola e cade dalle scale mentre andava in camera. Nella casa scoppia il panico, George la posa sul letto priva di sensi e viene chiamato il dottor Thomas Choake, unico medico a disposizione, mentre un servo viene mandato a chiamare il dottor Behenna. Elizabeth, a parte un livido e una caviglia slogata, sta bene, lo spavento è stato grande ma pare nulla di più. Poi arrivano i dolori e il dottor Behenna, che intanto è arrivato, avverte che si tratta delle doglie del parto: il bambino nascerà prematuro, ma tutto andrà per il meglio. Alle venti e un quarto, dopo dolori atroci, nasce il piccolo erede del patrimonio Warlaggen. Nonostante Elizabeth appartenga a un casato antico, di prestigioso lignaggio, i Chynoweth erano sempre riusciti solo a sopravvivere, non avevano mai sviluppato legami importanti. La nascita di Valentine sarà il mezzo con cui i Warleggan verranno accettati tra i nobili casati. Senza contare il piccolo Geoffrey Charles, nato nel primo matrimonio di Elizabeth con Francis, Agatha è l’unica Poldark rimasta a Trenwith, un mucchietto di ossa puzzolenti che ad agosto compirà novantanove anni, ma ancora carica di energia e che non perde occasione di fare commenti oltraggiosi verso i Warleggan, e anche quella sera non si smentisce. A George, orgoglioso del suo primogenito, proclama che per il piccolo Valentine nascere nel giorno di luna nera non porterà niente di buono...

La luna nera è il quinto capitolo della saga dei Poldark, scritto da Winston Graham ben venti anni dopo il grande successo ottenuto con i primi quattro libri. Lasciati i suoi amati personaggi, si era dedicato a altre scritture, come Marnie del 1964, dal quale Alfred Hitchcock ha tratto l’omonimo film. Questa lunga pausa narrativa è stata fondamentale, lo stile di Graham è maturato, lineare e quasi cinematografico, caldo, empatico, sviluppa una trama ancora più avvincente. Attraverso le riflessioni del padre di George Warleggan il lettore riprende saldamente il filo della storia: la genialità e l’accuratezza storica dell’autore emerge in particolari solo apparentemente casuali, come la scelta della data di nascita del piccolo Valentine, primo figlio ed erede di George. Nella notte tra il 13 e il 14 febbraio 1794 ci fu realmente un’eclisse lunare che oscurò il cielo, il fatto storico viene utilizzato per gettare ombre sul futuro dell’erede e seminare dubbi sulla paternità del bambino. Nella storia fanno la loro comparsa altri personaggi, anche questi delineati con cura certosina, che portano novità, fervido radicalismo religioso e nuovi amori, scompaginano relazioni, favoriscono il consolidamento di alcuni equilibri e ne incrinano altri. Un racconto ricchissimo, che cambia spesso registro narrativo, facendo emergere naturali - ma non per questo scontate - evoluzioni psicologiche dei personaggi conosciuti, che acquisiscono altre consapevolezze sulle proprie capacità e sui ruoli che ricoprono nella comunità. Il popolo cornico dimostra ancora una volta il proprio spirito combattivo, la vita seppur fatta di stenti e rinunce è un bene prezioso che va difeso a ogni costo.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER