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La mia cucina delle emozioni

La mia cucina delle emozioni

Semplici e quotidiani gesti come un sorriso, un regalo, un messaggio o una stretta di mano generano emozioni, le stesse emozioni che si provano anche mangiando. Ma quale è la relazione tra cibo ed emozioni? Il cibo è un’esperienza emotiva primaria e lo dimostra il fatto che la relazione madre-figlio sia mediata dal nutrimento. Durante l’allattamento, la madre soddisfa una fame che non è unicamente di latte, ma anche di coccole ed attenzioni. D’altra parte, il bambino impara a conoscere il mondo usando la bocca. Se viene nutrito associando l’azione al contatto fisico ed a una buona dose di coccole, si svilupperà un’associazione tra nutrimento, azione del mangiare ed amore. Se l’ambiente è invece meno favorevole, il bambino crescerà senza essere in grado di sviluppare altre fonti di gratificazione e potrà succedere che da adulto si relazioni al cibo come unica fonte di sostegno emotivo. Ecco allora che si può arrivare a parlare di “comfort food”, che, indipendentemente dalla sua composizione più o meno salutare, rappresenta la compensazione ad una situazione di disagio, sia esso fisico che psicologico. È quindi estremamente importante seguire uno stile alimentare su misura, in cui la combinazione di ingredienti scelti sia tale da assicurare piacere personale e da emozionare. Il cibo non deve diventare l’unica alternativa per far fronte ad eventi stressanti, anche perché l’abuso di alimenti ipercalorici, ricchi di zuccheri e grassi, specie se in sostituzione a pasti regolari e in assenza di adeguata attività fisica, può portare ad un aumento di peso e ad altri problemi ancora più seri. Seguire una dieta varia, che evochi in noi sensazioni positive, che faccia affiorare ricordi piacevoli, può aiutare a raggiungere un buon equilibrio psicofisico, influenzando in maniera positiva anche l’umore…

Marco Bianchi, cuoco e noto personaggio televisivo, divulgatore scientifico per la fondazione Umberto Veronesi, racconta in questo libro cosa significhi emozionarsi in cucina. E lo fa raggruppando ricette semplici, sane e gustose in contenitori emotivi, categorie vere e proprie sulle quali lavorare per trovare, o ritrovare, la giusta dose di energia: il buonumore, la creatività, gli affetti, il coraggio, la concentrazione, l’energia ed il riposo. Accanto alle ricette, inserisce poi diverse schede esplicative che raccontano perché certi micronutrienti siano importanti per il nostro organismo, in quali cibi si trovino e come possano influenzare gli stati d’animo. Si scopre in questo modo che il magnesio è fondamentale per attivare la digestione, regala vitalità e buonumore e contribuisce a rendere la pelle più luminosa e tonica. E, ancora, si apprende che la noradrenalina, detta anche norepinefrina, è un ormone che ha un effetto stimolante e aiuta a restare vigili e sempre all’erta. Per sintetizzare questo ormone così importante, al corpo servono elementi che possiamo ricavare da banane, mele, verdure a foglia verde e avocado. Impariamo che la barbabietola è una fonte di antocianine, pigmenti naturali amici del nostro sistema cardiovascolare, e che frutta e verdura di colore giallo sono ricchi di flavonoidi, beta carotene, vitamina C e potassio. Le principali proprietà degli alimenti vengono ben illustrate e la tabella alimentare riepilogativa, che riassume l’apporto in termini emozionali di ciascun alimento sul nostro organismo, è piuttosto interessante. “Happy food, happy life” è il motto che da sempre contraddistingue il lavoro del food mentor più noto degli ultimi tempi ed anche questa volta invita il lettore a conoscere e a combinare gli elementi migliori per il miglior equilibrio fisico ed emotivo. Perché conoscere le proprietà di ciò che si mangia rappresenta la chiave per un’alimentazione sana e ricca di emozioni.