La natura è innocente

La natura è innocente

Walter Siti, tra i più importanti scrittori italiani, vincitore del Premio Strega e intellettuale stimato, è alla disperata ricerca di una storia da raccontare, una storia idonea a divenire materia per il suo nuovo romanzo. Ha deciso, infatti, di staccarsi dal racconto autobiografico che pure gli è caro, e di dedicarsi alle vite degli altri. Siti vuole pescare nelle esistenze altrui per offrire al lettore una storia vera, importante, potente. È il 2016 e l’autore valuta, per bocciarle velocemente, le principali idee che gli vengono in mente: Francesco Totti, Maria De Filippi, Raffaella Carrà, Laura Pausini, perfino alcune storie custodite da Franca Leosini. La ricerca sembra destinata a naufragare fino a quando, grazie all’aiuto di Valeria Golino si imbatte nella storia di Filippo, barista di Pianosa, detenuto in regime di semilibertà: la prima storia è giunta. Ma, come sempre accade, la vita mette molta più carne sul braciere narrativo dell’autore offrendogli una nuova storia, quella di Ruggero, ex porno attore e adesso insegnante universitario. Due storie diversissime e “amorali”, come le descrive Siti nel prologo. Due storie forti che vanno raccontate anche se la loro narrazione non sarà affatto facile sia dal punto di vista umano che letterario e, probabilmente, legale...

È così che prende vita La natura è innocente, l’ultimo, sconvolgente romanzo di Walter Siti: da due incontri casuali che dopo un lungo cercare, danno all’autore la risposta che stava cercando. È il racconto di due prototipi di esseri umani che, pur divergendo sotto molti punti e sull’epilogo, sono accomunati da una stessa radice e cioè l’essere relegati dalla società e dall’opinione comune ai margini della vita: un matricida e un arrampicatore sessuale. Il romanzo intreccia i racconti di queste due vite a tratti randagie e complesse davanti alle quali il lettore è condotto a sospendere momentaneamente il giudizio per tentare la titanica impresa di addentrarsi nelle viscere di questi due uomini, nei meandri più reconditi della natura umana e della conoscenza. Walter Siti compone un romanzo travolgente che cattura, irretisce, diverte e commuove. Una storia che qualcuno potrebbe definire torbida ma che in realtà e semplicemente vera, potente, irriverente. E lo fa con una scrittura inconfondibile, fluida e diretta, forte nella sua immediatezza, nel suo dire le cose per quello che sono, nella loro plasticità, nel loro essere intrise di terra e luce come ogni cosa di questo mondo. La natura è innocente è probabilmente uno dei più riusciti romanzi di questo autore fondamentale e visionario della letteratura italiana, un’opera perfetta stilisticamente e pregna di contenuti attualissimi. Un romanzo più che coraggioso, valoroso, tenace, ammaliante che scuote e affascina come solo la vera arte sa fare. Walter Siti parla il linguaggio della quotidianità, del mondo vero, quello fatto di fango e sbagli, di ricerca del proprio posto nell’universo, di demoni e peccati. Un romanzo che nessun lettore dovrebbe lasciarsi scappare perché è una prova di iniziazione, un esperimento, un’occasione di crescita. Leggendolo si potrà capire qualcosa in più su se stessi come persone e come lettori. Ma soprattutto si riuscirà a capire un po’ meglio cosa sia quell’animale terribile e magnifico che è l’essere umano.



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