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La notte di Villa Diodati

La notte di Villa Diodati

Riva nord del Lago di Ginevra. All’altezza di Bellevue, ci spostiamo sulla sponda opposta, in direzione di Cologny e Montalègre. Qui troviamo due ‘famose maison à louer’, Villa Diodati e Maison Chappuis. Estate 1816. A Villa Diodati alloggiano Lord George Byron e il suo segretario, John William Polidori. Alla Maison Chappuis si sono fermati Percy Bysshe Shelley, Mary Wollstonecraft e Claire Clairmont, sorellastra di Mary. Questa la mappa. Poi, la leggenda. La notte del 16 Giugno, riuniti all’interno di Villa Diodati, Lord Byron e gli altri leggono ad alta voce storie di fantasmi. Fuori, la tempesta. I cinque si sfidano a scrivere il racconto più terrificante. Prima collisione: quella notte nascono due creature, Frankenstein e il Vampiro. Un presagio apocalittico incombe sul mondo. Nell’aprile dello stesso anno l’eruzione del vulcano Tambora, in Indonesia, crea un velo di polvere vulcanica che scherma i raggi solari e produce uno dei periodi più freddi della storia. Un anno disgraziato, ‘senza sole’. Sul Lago di Ginevra si abbattono tuoni e fulmini. L’elettricità pervade l’aria. Gli scrittori-sfidanti trascorrono gran parte del tempo all’interno della villa. Tra di loro ci sono rapporti di forte tensione (attrazione-repulsione). Polidori vive all’ombra di Lord Byron, ne sopporta gli scherni e le umiliazioni fin da quando ha accettato di accompagnarlo nel suo Grand Tour per l’Europa. Percy, Mary e Claire compongono un trio ‘conturbante’. Allucinazioni (o percezioni alterate) vivono e tornano nello sguardo dei protagonisti. Seconda collisione: letteratura e vita. Gli Archetipi moderni della paura muovono i primi passi in questo tempo/luogo ‘elettrico e plumbeo’, al quale seguirà un fatale declino per i loro scrittori/creatori...

La notte di Villa Diodati ripropone, in un solo volume, le tre opere che (leggenda versus cronaca) sono nate durante la fatidica sfida. La Shelley con Frankenstein, Polidori con Il Vampiro e Lord Byron con La sepoltura, introdotti da un saggio dello scrittore e critico letterario Danilo Arona, che parte dalla notte del 16 Giugno 1816 per analizzare e seguire il complesso intrico di tesi, collegamenti e confutazioni che sottende l’evento. Arona si muove all’interno della collisione, percorre i mutevoli elementi alla base della creazione di Mary Shelley (il lato oscuro della gravidanza, il galvanismo, l’alchimia e la sorellastra-veleno), assiste al processo autodistruttivo di Polidori e al simbolico vampirismo perpetrato nei suoi confronti dal dandy-satanico Lord Byron. Tocca con mano le diramazioni di un’elettricità feconda per la letteratura gotica e non solo.