La partenza dei musicanti

La partenza dei musicanti
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Agli inizi del Novecento, in una piccola segheria nella provincia svedese di Skelleftea, un gruppo di operai si oppone al fatalismo di una cultura in cui prevaricazione e sfruttamento venivano accettati in nome di una abitudine religiosa alla sofferenza e di un misero atteggiamento di paura. Attraverso la voce di Nicanor, un giovanissimo spettatore di quei primi anni di presa di coscienza politica, vengono ripercorse la nascita, i propositi e l’avvilito epilogo della prima associazione operaia indipendente dei lavoratori di una segheria a Burea, oramai ridotti allo stremo dalla scellerata politica dei salari e dagli inumani turni lavorativi imposti dalla azienda. Due anni di riunioni che sfociarono nel primo sciopero generale della segheria, due anni di speranze che si infransero contro il muro di opposizione da parte della direzione aziendale e di sabotaggio da parte dei “crumiri” lavoratori che, affamati, accorrevano dai paesi limitrofi. Eppure niente era stato invano: per la prima volta fu chiaro che il loro lavoro aveva un valore, e questo valore si traduceva nella loro dignità: “Dato che la nostra reputazione di operai è per noi una questione vitale di prim’ordine non possiamo lasciarla all’arbitrio di chiunque”...

Come nella favola dei musicanti di Brema, la morale si può riassumere in queste poche parole: “C’è sempre qualcosa di meglio della morte”, anche per il più miserabile degli emarginati, anche per l’ultimo degli ultimi, “c’è sempre qualcosa di meglio della morte”. Questa facoltà di andare oltre la rassegnazione, gettando uno sguardo oltre la passività e la sottomissione è la più grande presa di coscienza di quei primi anni di movimento operaio. Un romanzo a tratti attraversato da una vena di pura comicità, ma che tiene il lettore sempre immerso in un’atmosfera tragica, in cui il destino di sofferenza e di sfruttamento di un gruppo di uomini riesce a corrompere i confini di un periodo storico e di un territorio geografico per tentare l’universale. Per non dimenticare da dove veniamo, per dare un nuovo senso e una rinnovata consapevolezza di come stare alla “sinistra” del mondo.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER