La pedina di vetro

La pedina di vetro

2 a.C., isola di Pandataria. Un terribile temporale con tuoni e fulmini si abbatte sulla casa. Giulia si sta facendo intrecciare i capelli dalla schiava Erifile, che trasalisce a ogni schianto dei tuoni. Un fulmine cade sul piccolo olivo davanti all’atrio e lo incenerisce. Scribonia, sua madre, accorre atterrita, pensa che si tratti di una vendetta degli Dei. Giulia non ha mai avuto il terrore cieco per i temporali, ma suo padre Augusto, a seguito di un trauma durante una marcia notturna, tiene sempre vicino a sé una pelle di foca, convinto che lo possa proteggere. Da piccola Giulia fingeva di aver paura solo per poter stare in braccio a lui, respirare il suo odore, sentirsi protetta dal padre. Augusto è superstizioso, teme i temporali e i cattivi presagi, ogni sua decisione dipende dagli avvertimenti che ha nei sogni e nei cambiamenti climatici. Nonostante Augusto nei fatti dimostri di non amarla più, Giulia prova nei suoi confronti un profondo rispetto e una grande tenerezza. L’ha mandata in esilio, rabbioso, allontanandola dai suoi figli, non le invia più le sue lunghe lettere, ma Giulia aspetta speranzosa che presto la richiami a Roma. Solo sua madre Scribonia ha potuto seguirla, insieme sperano che l’affetto di Augusto per i figli di Giulia, i giovani Cesari che l’imperatore ha adottato, ne influenzino la volontà, che in particolare Gaio, il maggiore, riesca a convincerlo a farla rientrare, come le scrive nelle poche lettere che riesce a inviare di nascosto, in fondo Giulia appartiene alla stirpe Iulia, che ha dato i Natali a Roma...

In La pedina di vetro Antonella Tavassi La Greca realizza un’accurata ricostruzione romanzata della biografia di Giulia, la bella figlia maggiore di Ottaviano Augusto. Giulia, forte della complicità e dell’intimità con il padre, che l’ha educata come un maschio, adotta uno stile di vita con il quale proclama senza grosse remore la sua libertà totale di pensiero e di azione. La sua indipendenza la confinerà in un triste esilio lontana da Roma. Una storia dolorosa, coinvolgente e ancora drammaticamente attuale: Giulia dedica la sua vita all’ascesa politica di Ottaviano Augusto, tuttavia è una donna piena di vita, intelligente, che apprezza le belle cose e ama la poesia, che si confronta con personaggi quali Virgilio, Mecenate, Calpurnio Pisone, e che sacrificata alla ragion di Stato, umiliata e tradita dal padre, non si piega e continua a sperare. Le vicende sono raccontate in prima persona, in una sorta di diario sincero e passionale, il ritmo narrativo è veloce e gli eventi più importanti della storia di Roma dell’epoca, puntuali e ben documentati, scorrono rapidi come immagini di fondo in un film tragico, travolgendo la vita di tutti i personaggi, decretando la morte di molti. Antonella Tavassi La Greca è riuscita a rendere Giulia vibrante di emozioni, una donna fiera, amata dal popolo, ma dimenticata dalla storia. La stessa cura la dedica agli altri personaggi che sono delineati con coerenza e emergono con un realismo esemplare. La prosa di Antonella Tavassi La Greca è essenziale ed elegante, le bastano poche parole per toccare il cuore, impossibile per il lettore non mettersi dalla parte della protagonista e non condividerne i sentimenti.



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