La persona sbagliata

In una fredda serata di novembre, un podista di quelli irriducibili che vanno a correre con tutte le temperature e si cronometrano anche, inciampa, letteralmente, sul cadavere di un uomo. La persona a terra ha la testa fracassata e accanto c’è una pietra insanguinata. Sul posto arrivano il commissario Crema e il suo fedele aiutante Quadrini. Non c’è dubbio, l’uomo è stato ucciso e mentre la Scientifica inizia i rilievi di rito, il commissario interroga il podista cercando di capire da quando tempo il corpo senza vita dell’uomo che giace a terra, si trovava sul quel percorso. Le prime informazioni sembrano essere utili almeno per quanto riguarda l’ora del decesso, ma comunque sul perché la vittima fosse proprio in quel luogo e a quell’ora è ancora tutto un mistero. Di sera e con le rigide temperature novembrine, infatti, quel posto sembra essere il rifugio esclusivo di prostitute, clienti delle stesse e qualche piccolo immancabile criminale che traffica in losche faccende. Oltre naturalmente che di podisti irriducibili. Ma il commissario e il buon Quadrini si sentono di escludere immediatamente la persona che ha trovato il corpo dalla possibile lista dei sospettati e decidono di concentrarsi, invece, sulla vita della stessa vittima, a partire dalle sue abitudini, dal suo appartamento, dal quartiere in cui abitava e da chi lo conosceva da tempo. Antonio Donatiello, alla soglia dei sessanta anni, agli occhi di tutti sembrava avere una vita piatta, pochi soldi, una pensione di invalidità molto piccola, un appartamento più che modesto, niente amici e nessuno affetto importante. Eppure, poco prima che gli inquirenti arrivassero nel suo appartamento qualcuno, in piena notte, era entrato e aveva portato via un pc. Cosa c’era nel pc di Donatiello da dover sparire prima che la polizia arrivasse? E chi ha ucciso l’uomo nel bezzo del parco della Pellerina a Torino in una fredda serata di novembre e perché?

Per gli appassionati della serie di gialli che vedono come protagonisti il commissario Crema e la sua cerchia con agenti, magistrato e aiutante personale Bernardini (che per inciso fa il critico cinematografico), La persona sbagliata sarà un altro bel romanzo da collezionare. Infatti, la storia è carina, regge in ogni sua sfumatura, le location sono e presenta ai lettori un ventaglio di personaggi credibili, simpatici, e variegati. Anche se proprio a proposito dei personaggi, per gli amanti del poliziesco vero, per quanto il commissario Crema possa risultare simpatico purtroppo è poco “sbirro”. E questo toglie molto agli appassionati come me che amano sempre una certa durezza e una certa ruvidità nella figura del poliziotto investigatore. È vero che Ballacchino ha fatto dell’ironia la sua personalissima firma in tutti i suoi libri, ma “a una certa” la cosa può stancare. Tanto più che finisce per influire negativamente sullo stile e sul linguaggio autoriale, che risultano forse troppo poco letterari e troppo colloquiali. Una cosa poco fascinosa, soprattutto se già letta in ogni suo romanzo. Insomma, al netto della storia, che rimane una piacevole lettura, caro Rocco Ballacchino: “Un bacio sulla fronte vale più di mille amplessi”? Ti prego! Una nota di plauso va invece al finale, riuscitissimo e ben pensato.

 


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