La pietra lunare di Satapur

La pietra lunare di Satapur

È completamente sudata, Perveen. Sono le sei e mezzo del mattino e già ci sono ventotto gradi. Riuscire a cavalcare nel maneggio del Royal Western India Turf Club cercando di stare al passo con la sua amica Alice è un esercizio davvero troppo intenso per lei. È già la terza volta, in quella settimana, che Alice la invita ad alzarsi presto per cavalcare alle sei del mattino. All’inizio l’idea è parsa a Perveen estremamente allettante. Le piogge sono finite e la città è tornata vivibile, ma appena il sole si alza, diventa subito ventosa e torrida. Completando il giro, Perveen nota che il padre di Alice, Sir David, è a bordo pista e si sta sbracciando per richiamare la sua attenzione. Alla giovane si stringe lo stomaco: teme che qualcuno nel club si sia lamentato per la presenza di un’amazzone indiana. Si avvicina all’uomo cercando di apparire meno turbata di quanto lo sia in realtà. Sir David indossa un completo assolutamente inadatto all’equitazione e, non appena Perveen è accanto a lui, la invita a fare colazione nella veranda del club. C’è un’importante questione di affari che avrebbe il piacere di discutere con lei. La prospettiva di una questione d’affari è sicuramente meglio di quanto la ragazza si aspettasse, anche perché Perveen è una giovane legale di Bombay, piuttosto nota ma non occupata quanto desidererebbe essere. Sir David non perde tempo e le spiega che la Kolhapur Agency, la sezione dell’amministrazione pubblica che si occupa dello stato di Kolhapur e rientra nell’ambito della Bombay Presidency, esercita la propria autorità su venticinque stati feudali e principeschi dell’India occidentale. I funzionari dell’Agenzia sono agenti amministrativi che mantengono i rapporti tra questi stati e l’India britannica. In questo momento, la Kolhapur Agency si trova in difficoltà e ha bisogno di un investigatore legale che possa recarsi laggiù per assisterli in una questione con uno dei loro stati più settentrionali, il Satapur, dove al momento non vi è alcun reale. Sua maestà Mahendra Rao è morto di colera da due anni e il figlio, il maharaja Jiva Rao, ha solo dieci anni. La madre del piccolo, Mirabai, e la maharani madre sono in forte contrasto in merito all’istruzione del piccolo e, poiché entrambe osservano il purdah – situazione di completo isolamento- solo una donna può recarsi presso di loro per cercare di farle arrivare ad un accordo...

Perveen Mistry, l’avvocatessa indiana frutto della fantasia di Sujata Massey, scrittrice nata in Inghilterra da madre tedesca e padre indiano, che si batte per i diritti delle donne e per la ricerca della verità, torna con una nuova avventura, ambientata nel 1921, periodo in cui il governo britannico domina sulla metà del subcontinente indiano, mentre il resto del Paese è frazionato in un innumerevole numero di piccoli stati e territori governati da musulmani, hindu e sikh. In uno di questo staterelli Perveen viene inviata per cercare di risolvere una controversia familiare legata alla scelta del miglior percorso di studi possibile per un giovane maharaja. La situazione è piuttosto tesa e delicata: evidenti tensioni regnano tra le donne che detengono il potere nel piccolo regno e misteriose morti hanno sconvolto negli ultimi tempi gli equilibri della famiglia reale. Vendette, giochi di potere, maledizioni, liti furiose, tentativi di avvelenamento e strane sparizioni rendono il compito della giovane avvocatessa piuttosto complesso e mostrano, allo stesso tempo, l’istantanea di un paese in procinto di operare una svolta epocale ma ancora legato a tradizioni arcaiche e inaccettabili. Con la delicatezza cui la Massey ha già abituato il lettore, la trama del giallo si tinge fin dall’inizio di rosa: Perveen, che ha alle spalle un matrimonio difficile al quale è ancora in qualche modo vincolata, prova un’inattesa attrazione per un giovane e discreto governatore conosciuto in circostanze contingenti e solo il tempo sarà in grado di aiutarla a capire come gestire questo nuovo sentimento. Una volta ancora l’autrice riesce a regalare una storia molto delicata, un giallo elegante e discreto, nel quale elemento crime e connotazione storica vanno di pari passo. Ed è un passo calibrato e lento, capace di raccontare con maestria un’India selvaggia ma aperta al futuro, una terra ricca di interessanti tradizioni, fascino esotico e magia. Una terra, e una protagonista, che si spera di incontrare molto presto in una nuova avventura.



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