La pista

La pista

Lo sci di fondo, che in molti Paesi, tra cui il nostro viene considerato una disciplina noiosa e un po’ ridicola, in Norvegia costituisce lo sport prediletto; orgoglio nazionale per tradizione più che centenaria, risulta da cenni storici praticato addirittura sin dal tardo Medio Evo. Far parte, ad alti livelli, della Federazione che gestisce tale attività sportiva professionistica, così come degli altri sport che trovano la loro ambientazione sulla neve o sul ghiaccio, in Norvegia significa vedersi attribuite grandi responsabilità, e, nel contempo, un mare di soldi. Qualcosa di vagamente paragonabile al calcio qui da noi. In tale contesto, un caso di sospetto doping per una donna che da tempo pratica lo sci di fondo ai massimi livelli rappresenta una solenne e pericolosa incrinatura: ecco dunque che il padre di costei, uomo ricco, potente e conosciuto in tutta la nazione, convinto dell’innocenza assoluta della figlia e, conseguentemente, dell’esistenza di un complotto ai suoi danni, ha l’idea di assoldare, a fini investigativi, un (ex) avvocatessa, dimostratasi negli anni molto in gamba nell’assolvere agli incarichi affidatile. Selma Falck, questo il suo nome, si trova in disgrazia assoluta: ha attinto, in vari periodi, somme dal conto corrente personale del padre della già citata sciatrice, di cui aveva la disponibilità per motivi di lavoro, e tutto ciò a sua insaputa. Il motivo è la sua patologica propensione al gioco e alle scommesse, che, venuta alla luce dopo tanti anni, le ha causato la perdita dei figli e del marito, che ha avuto il loro affidamento. Nonché, appunto, un grosso debito non solo economico ma anche di riconoscenza, con Jan Morell, padre di Hege Chin Morell, la suddetta campionessa di sci di fondo, per non aver rivelato lo scandalo al mondo intero, facendole così mantenere almeno la speranza di poter, un giorno, di nuovo esercitare la professione legale “alla luce del sole. Le indagini, inizialmente, procedono a rilento: c’è il dubbio se dover approfondire l’eventualità di qualche nemico personale di Hege Chin, oppure dover investigare all’interno della Federazione. Selma, nonostante l’aiuto di un suo grande amico, ora caduto in disgrazia ancora peggio di lei, un ex poliziotto ridottosi a barbone di strada dopo aver ucciso con le sue mani un pedofilo reo di aver rovinato la vita di sua figlia, è in difficoltà con il proprio incarico, che per volontà di Jan Morell ha una breve scadenza. E le cose si complicano ulteriormente quando i casi di sospetto doping diventato addirittura due, nel contempo con un decesso “di mezzo”. Un altro campione di sci di fondo, stavolta uomo, viene trovato morto in un dirupo, per cause dubbie, il cui chiarimento necessita perciò un’autopsia: già prima dei risultati di questa, però, una clamorosa “fuga” di notizie fa trapelare il sospetto che il campione avesse dentro il suo sangue tracce della stessa sostanza dopante che aveva inguaiato Hege Chin. Il caso si complica: i due eventi hanno qualcosa in comune o no?

Questo thriller dall’ambientazione tutt’altro che convenzionale, e il cui meccanismo di risoluzione ci porta sempre di più “dentro” e “sopra” la neve, è caratterizzato da una scrittura così dinamica e scorrevole da sembrare lungo la metà rispetto alla sua reale mole, e nel contempo vede una struttura sempre attenta all’introspezione psicologica per ognuno dei personaggi principali. La stessa 2/2 detective protagonista, Selma, è tutt’altro che priva di difetti. Tra essi spicca, in particolare, la ludopatìa, anche se per certi versi anch’essa è ambivalente, in quanto ha abituato la donna a ragionare e calcolare rapidamente sia le mosse dei possibili avversari sia le possibilità statistiche di ogni evento, conferendole dunque qualità utili nella propria attività di investigatrice. Notevole la padronanza dell’autrice nel giocare su più registri nell’articolare la trama, e nel rendere ambigui fino all’ultimo molti dei personaggi che incontriamo. D’altronde la scelta della risoluzione finale è di per sé ambigua, anche se riuscitissima e del tutto convincente: il lettore si renderà conto che i due casi, allo stesso tempo, hanno… tutto e niente in comune. Anne Holt, scrittrice esperta, già avvocato e per un anno addirittura Ministro della Giustizia norvegese, ha già pubblicato parecchi thriller per Einaudi, e non a caso uno degli aspetti che più risaltano è proprio la padronanza della scrittura, capace di tenere perfettamente sotto controllo le redini di una trama complessa e avvincente nel contempo, incentrata sui disastri che possono provocare, anche a distanza di tempo, le segrete debolezze umane di personaggi insospettabili.



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