La principessa d’Irlanda

Aoife, figlia del Re del Leinster Diarmait MacMurchada, è una ragazza bellissima, incantevole e intelligente come fosse una principessa da favola. La giovane cresce in un periodo violento e spietato, caratterizzato da numerose guerre sanguinose per la conquista dei territori di Irlanda e Inghilterra. Suo padre, nonostante il temperamento brutale e violento, è un esempio solido per lei. Quando, dopo una vittoria, Diarmait MacMurchada rientra con un macabro trofeo (le teste decapitate dei suoi nemici) Aoife inorridita ma anche orgogliosa, abbraccia fiera suo padre e festeggia con lui la conquista. Per Diarmait, però, arriva anche il momento della sconfitta. I suoi avversari, spietati come lui, lo costringono all’esilio e minacciano di ucciderlo insieme alla sua intera famiglia. Il Re di Leinster non si arrende. In un atto di orgoglio, riduce in cenere il proprio castello e porta in salvo la sua famiglia. Quindi predispone un piano per la vendetta e soprattutto per la ricostruzione della loro dimora. Le forze economiche della famiglia, però, sono ormai ridotte e Diarmait è obbligato a chiedere sostegno a Riccardo di Clare, un nobile normanno, conte di Bembroke, che accetta di aiutarlo in cambio però della mano della giovane Aoife…

È possibile che l’amore di una figlia per il proprio padre possa essere tanto incondizionato da giustificarne ogni sua azione? Il fulcro del romanzo storico La principessa d’Irlanda è, appunto, il legame forte tra padre e figlia, raccontato attraverso questo affresco dell’Irlanda medievale, che ci porta in un mondo remoto ma anche, per certi versi, tanto simile al nostro. Elisabeth Chadwick, autrice della trilogia di Eleonora D’Aquitania, è considerata una delle migliori scrittrici di fiction medievali e questo romanzo è la conferma del suo talento. Nella prima parte, il racconto si concentra nelle dinamiche di conquista dei diversi regni, con tanti nomi impronunciabili e complicati da riordinare nel groviglio degli avvenimenti. Una volta che la storia si dipana, però, e ci si addentra nella narrazione, il romanzo diventa scorrevole e piacevole e ci si rende conto della grandissima personalità di Aoifa, forte, determinata e coraggiosa. Fin dalle prime pagine è evidente che il libro è il risultato di una minuziosa ricerca storica. La narrazione, in terza persona, consente al lettore un quadro completo delle emozioni di tutti i personaggi, anche di quelli “secondari”: tutti sono delineati con cura, specialmente la personalità della giovane Aoife, nota al mondo come la bisbetica suocera di Guglielmo il Maresciallo, ma anche capace di incantare il re Enrico II.

 


 

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