La ragazza che amava Audrey Hepburn

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Cosa fanno l’attrice Audrey Hepburn, il professor Conrad, il padre Robert, l’ex fidanzato Tobias e Jessica, la sua migliore amica, seduti attorno a un tavolo in un ristorante? Semplice, cenano. È la cena organizzata per il compleanno di Sabrina. Un gruppo abbastanza variegato per età, esperienza e quasi si potrebbe dire per sostanza. In comune, però, hanno qualcosa, un elemento di raccordo: nella vita di Sabrina, chi in modo chi nell’altro sono o rischiano di essere tutti ex. Conrad è l’ex professore del college, Audrey è decisamente una ex attrice, Jessica potrebbe essere la ex migliore amica, unite nell’affetto ma così distanti, da quando le scelte della vita adulta hanno corroso la loro complicità. Robert potrebbe essere un ex padre, genitori si è per sempre ma Sabrina non lo ha mai perdonato per aver abbandonato lei e sua madre. Poi c’è Tobias, l’ex per eccellenza, l’amore con la A maiuscola, quello che ad un certo punto ha tirato il freno a mano. C’è solo il tempo di questa cena per chiarire ogni cosa, per sistemarla o forse solo per accettarla. Solo questo gruppo stravagante, scritto a mano su un post-it sgualcito conservato negli anni e frutto della fantasia di Jessica. La dinner list, la chiamava, la lista delle 5 persone che vorresti a cena. Era un gioco di ragazze, quello, e Sabrina non riesce fino in fondo a capacitarsi di come quelle persone dal post it siano ora materializzate intorno al tavolo, ognuna con il proprio vissuto e il proprio bagaglio emotivo. Che sia l’inizio di un esaurimento nervoso?

The dinner list è il titolo originale di questo romanzo ed è un autentico peccato che non sia stato preservato nella versione italiana. Perché in queste pagine, che si svolgono tutte nell’arco di una cena ma con amplissimi spazi di flashback, quel post-it è il fil rouge che tiene unite le due amiche e le storie di tutti i commensali. Se è ovvio sin dall’inizio che Audrey Hepburn non può essere oggi a cena in alcun luogo del mondo, il resto degli intrecci personali si scopre man mano, guidati dall’impianto narrativo ben disegnato. Lentamente si svelano i segreti, i trucchi di magia e la lista degli invitati ecco, è proprio la carta del prestigiatore. Ci sono tante dimensioni in questo romanzo, tante prospettive: quella del rapporto genitore–figlia, quello del rapporto di coppia, cristallizzato nei due esempi di Sabrina e Tobias da un lato, Jessica e Sumir dall’altro. Poi c’è la dimensione amicale, esplorata nelle sue diverse fasi, dalla complicità assoluta a quella più matura? più razionale? dell’età adulta. Perché questo romanzo ci ricorda, senza toni pretenziosi, con levità, che nella vita tutti facciamo delle scelte le cui ragioni non sempre sono comprensibili agli altri. E così, tanti muri di incomprensione e orgoglio si alzano dentro le persone e il dolore non può uscire, destinato a corrodere lo spirito dall’interno. Poiché però non tutti possiamo sperare di avere alla nostra festa di compleanno Audrey Hepburn ecco, il romanzo è un invito a non lasciar andare, a non pensare di sapere tutto, a cercare una riparazione, un chiarimento, senza rimandare a domani, perché questo momento è l’unico tesoro che ci è dato.

 


 

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