La stagione di Olga

La stagione di Olga

In una giornata di sole Olga e Costantino si trovano a Brema in viaggio e per visitare la città noleggiano una bicicletta. Olga, prima di iniziare a pedalare perde l’equilibrio e si mette a ridere. I due poi si fermano sul ponte del fiume Weser a guardare le anatre. Olga passa dal riso alla tristezza e il viso della donna appare al compagno repentinamente corrucciato. L’ uomo pensa al carattere della donna e riflette sull’incostanza di Olga rapportando la mutevolezza dello spirito di lei al trascorrere delle condizioni atmosferiche. Di colpo proprio vicino alla famosa statua dei “musicanti” Olga confessa al marito di sentirsi persa, mentre Costantino avverte una sensazione di disagio per l’improvviso cambio di umore della compagna. Qualche tempo dopo ripensa alla famiglia di origine di Olga, a quel negozio di merceria aperto dai genitori nel 1937 a Mantova ed alla passione della moglie per i colori e per le stoffe delicate. Olga un giorno ha tagliuzzato un vestito cucito dalla madre e senza motivo ha abbandonato senza alcun rimorso in una città straniera un’oggetto ricolmo di sensazioni. Costantino ricorda che uno di quegli splendidi vestiti ridotti a brandelli è stato indossato dalla moglie la sera in cui si sono conosciuti. Un lungo e morbido vestito di i velluto viola plissettato sotto al petto che cade morbido lungo i fianchi...

Quello di Laura Leoni si connota per essere un romanzo psicologico in cui il lettore viene immerso sin dalle prime pagine in un’atmosfera acquatica e sospesa. Si presagisce l’apparizione della sfuggente Olga, ma in realtà il personaggio non compare mai definitivamente e piuttosto tira le fila del discorso narrativo in maniera occulta in un continuo gioco di travestimenti e di rimandi al passato. L’intero impianto narrativo ruota attorno al co-protagonista Costantino, marito di Olga, che vaga di città in città alla ricerca della compagna guidato da brandelli di tessuto che ne mantengono vivo il ricordo. Olga e Costantino. Si tratta di personaggi che risultano definiti in maniera unidimensionale e che quindi il lettore coglie solo ed unicamente nell’unica circostanza attorno alla quale ruota il romanzo: la fuga dell’una e la ricerca dell’altro. Null’altro emerge del carattere dei due e delle reali cause di comportamenti imprevedibili e apparentemente illogici. Giunti alla fine del libro, definito dall’autrice un giallo “onirico-psicologico” resta ancora il mistero sulle reali motivazioni che hanno spinto Olga ad abbandonare Costantino, il perché dell’incostanza della donna, e soprattutto resta irrisolta la personalità di Costantino. Quest’ultimo ripercorre una mappa geografica impegnativa (Brema, Praga, Petra) alla ricerca della donna perduta oppure alla ricerca di sé? All’interrogativo non viene fornita risposta nel tracciato del romanzo ed è la mancata definizione dei personaggi in rapporto allo svolgersi dei dati cronologici della trama che determina un reale senso di spaesamento e di incompiutezza dell’intero scritto, privo in buon sostanza del finalismo necessario a catturare il lettore. I personaggi occupano la scena senza emergere e senza destare alcuna sentimento nel lettore, entrambi monolitici dall’inizio alla fine del romanzo, figure abbozzate che galleggiano nell’ampio affresco della trama dell’opera ma non convincono del tutto.



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