La stanza della morte

In uno splendido, isolato resort di New Providence, un’isola delle Bahamas, Roberto Moreno (il suo vero nome è Robert, ma a lui non piace perché fa tanto “avvocati di Wall Street, politicanti di Washington e generali sui campi di battaglia che disseminano territori stranieri di corpi indigeni”) viene intervistato da Eduardo De La Rua, un reporter di Buenos Aires. Il Movimento per l’Autonomia e la Responsabilità Locale di Moreno ha appena aperto un ufficio in Argentina e nel Paese sudamericano c’è molta attenzione per quel gruppo politico che si oppone alle grandi aziende americane e agli aiuti economici e ai programmi sociale del Governo USA, ritenuti solo una tattica imperialista. Il Movimento ha condotto numerose inchieste sugli investimenti commerciali statunitensi in America Latina che hanno sollevato polemiche e soprattutto hanno reso Moreno un bersaglio. È talmente preoccupato per la sua sicurezza personale che ha scelto quel luogo isolatissimo per l’intervista e gira sempre accompagnato da una guardia del corpo. Mentre parla con De La Rua, Moreno si avvicina a una finestra. In una frazione di secondo il vetro esplode e “un fuoco gli fiorisce nel petto”, è stato colpito da uno sparo, cade su un divano e muore. Una settimana dopo, a casa di Lincoln Rhyme, nel salotto con vista su Central Park West, a Manhattan, l’attività ferve: Rhyme e Amelia Sachs hanno appena mandato un rapporto sulla scena del crimine di un omicidio risolto grazie alla loro consulenza al NYPD, sono svegli dall’alba e ora aspettano un medico che deve visitare Rhyme in vista di una operazione chirurgica. Il dottor Barrington è in ritardo, e questa fa irritare molto il criminologo sulla sedia a rotelle, ex capitano della polizia di New York. Suonano al campanello, ma non è il dottore: è il detective Lon Sellitto, vecchio amico di Rhyme, l’uomo che lo ha spronato più di tutti a tornare al lavoro dopo l’incidente. Lon preannuncia a Rhyme la visita imminente (arrivano tutti, tranne l’unico atteso, il dottore!) di un ufficiale dei Servizi speciali, Bill Myers, e di Nance Laurel, Viceprocuratrice distrettuale. I due si stanno occupando dell’omicidio di Roberto Moreno, cittadino americano assassinato in un albergo di lusso delle Bahamas. La polizia locale ha motivo di ritenere che l’assassino sia americano e sia attualmente nella zona di New York. La Laurel ritiene anche che il mandante dell’omicidio sia il capo del NIOS, il National Intelligence and Operations Service, Shreve Metzger…

Decimo romanzo della serie di Lincoln Rhyme, il criminologo tetraplegico interpretato sul grande schermo da Denzel Washington (come si sa, per nulla somigliante al personaggio dei romanzi), La stanza della morte affonda le sue radici in un controverso caso di politica militare internazionale. Nel 2011 un drone statunitense uccise nello Yemen Anwar al-Awlaki, imam fondamentalista accusato di agire come reclutatore di Al-Qaeda (e uno dei principali ispiratori del movimento che poi ha dato vita all’Isis). Il raid, organizzato dal Comando congiunto delle Operazioni Speciali sotto la supervisione della CIA, fece anche un’altra vittima, un redattore di una rivista vicina ad Al-Qaeda di nome Samir Khan. L’azione suscitò un vespaio di polemiche perché i due uomini erano entrambi cittadini statunitensi. È lecito – si chiesero in parecchi – compiere un’azione di guerra contro cittadini dello stesso Paese, in pratica condannandoli a morte senza un regolare processo? Lo stesso Presidente Barack Obama ebbe a dichiarare: “Decidere di uccidere un cittadino americano è stata una delle cose più pesanti della mia presidenza”. Molto coinvolto dal dibattito, Jeffery Deaver ha voluto porre le stesse domande al suo personaggio più celebre: “Volevo che i miei lettori si chiedessero: in quali casi il Governo degli Stati Uniti ha il diritto di uccidere un uomo al di fuori di un combattimento?”, ha spiegato lo scrittore in una intervista. “Me lo sono chiesto anch’io, e credo che in certe circostanze un omicidio di Stato sia giustificato. Non ho problemi a sapere che i cattivi vengano fatti fuori, insomma. Ma credo si debba fare tutto il possibile per evitare danni collaterali”. Il plot de La stanza della morte gira attorno a questo tema, ma non manca l’azione: anzi è il romanzo della saga in cui Rhyme si “muove” di più, costretto com’è a recarsi alle Bahamas in cerca di una traccia, per ritrovarsi poi nella scomoda posizione di preda invece che di cacciatore. A braccarlo un villain davvero inquietante, il sicario Jacob Swann — un killer gourmet che tortura e uccide le sue vittime con un coltello da chef con il quale poi prepara le sue raffinate ricette (qui ne trovate alcune da realizzare).



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