La storia ci ha mentito

Parlare di Storia – intesa come l’analisi e la narrazione dei fatti – al singolare è difficile, in quanto non ne esiste solo una, ma diverse: c’è la storia dei vincitori, che è quella che viene studiata nei libri, e c’è poi quella dei vinti, bistrattata, ridicolizzata, ma alle volte non lontana dal vero: questo genera continue controversie e revisioni. In tal senso, il Fascismo e la Seconda Guerra Mondiale sono, sia per la ricchezza delle fonti che per l’abbondanza delle testimonianze e per la loro relativa vicinanza temporale, dei veri e propri gineprai di dibattiti e riesami. Ad esempio, fu davvero Mussolini il mandante del rapimento e dell’omicidio di Matteotti, o fu una falange di fascisti fuori controllo a prendere l’iniziativa, senza dichiarare nulla al capo? E poi, l’Operazione Dynamo, ovvero la ritirata inglese da Dunkerque, sempre considerata un miracolo nonché un’astutissima mossa strategica di Churchill, lo fu davvero, o fu piuttosto un tentativo del Primo Ministro britannico di salvare il salvabile? E soprattutto, perché Hitler non attaccò le ormai inermi forze inglese, ammassate sulla spiaggia della cittadina francese?

A (tentare di) rispondere a queste e altre domande è Arrigo Petacco, giornalista, storico, scrittore e sceneggiatore ligure, autore di un’innumerevole quantità di opere sul regime mussoliniano (suoi sono per esempio i sei volumi de La storia del Fascismo) e sulla Seconda Guerra Mondiale. Partendo dal presupposto che la storia è fatta dai vincitori, quindi non obiettiva ma alterata per rendere i trionfatori più “buoni” e i vinti più “cattivi”, Petacco si cimenta nella revisione di alcuni avvenimenti del Ventennio e del Secondo Conflitto Mondiale, i quali, a suo dire, sono diventati veritieri nell’immaginario comune, sebbene in realtà non lo siano. Malgrado l’intrigante idea di partenza però La storia ci ha mentito non risulta essere la sua opera più felice. Certamente si torna su fatti interessanti, quali il carteggio tra Mussolini e Churchill, o i tre omicidi del 1934 – Dollfuss in Austria, Kirov in Russia e Alessandro I in Francia, che rivelarono la vera natura di Hitler, Stalin e Mussolini –, o ancora l’erronea rappresentazione giornalistica europea della guerra di Etiopia. Nondimeno, molte altre vicende presenti all’interno del libro sono ormai trite e ritrite (il misterioso volo di Hess in Scozia, la ritirata inglese a Dunkerque). A queste Petacco aggiunge una serie di aneddoti divertenti ma futili su Mussolini, e ribadisce una delle sue tesi più controverse, quella dell’innocenza di Mussolini nel delitto Matteotti, contrariamente a quanto sostenuto da storici quali Canali e De Felice.

 


 

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