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La temeraria

La temeraria

Capelli neri, espressione volitiva, sorriso disarmante Luciana Frassati nasce il 18 agosto 1902 nella villa costruita nel 1875 dal nonno materno a Pollone in Piemonte sotto la costellazione del Leone. Fra le stanze della casa immersa nel verde trascorre un’infanzia spensierata assieme al fratello Pier Giorgio senza subire troppe distinzioni di genere riguardo all’educazione. Al centro dell’attenzione degli adulti, sovrani nel cuore dei nonni, i piccoli Frassati, per quanto legatissimi, litigano volentieri. Sono vivaci, pieni di energia e molto sfrenati. Pier Giorgio adora gli animali. Va a caccia di bisce, topi, bruchi e appena vede un cane gli corre incontro per accarezzarlo: in mancanza di meglio, si dedica alle galline e si diverte ad assimilare la sorella a una “civetta”. E se lui sembra dolce e mansueto Luciana è autoritaria e ribelle. Pier Giorgio adora la madre che lo ricambia di un amore esclusivo. Non compie un gesto senza guardarla, non proferisce verbo senza aspettarne l’approvazione, e ogni sera, prima di andare a letto, l’abbraccia stretta stretta. Tra i frequentatori di casa Frassati, c’è il fior fiore della cultura dell’epoca, il poeta Gabriele D’Annunzio, il librettista Giacosa, lo scultore Bistolfi, il pittore Alberto Falchetti, amico e maestro di Adelaide Ametis madre di Luciana e Pier Giorgio, il pittore Lorenzo Delleani, il commediografo Gianni Antonio Traversi, e lo scrittore e poeta Francesco Pastonchi…

Marina Valensise dedica alla figura di Luciana Frassati Gawronska un volume interessante e minuzioso operando una ricostruzione biografica accurata che non lascia dubbi circa l’ambiente familiare e sociale in cui si trovò ad operare la protagonista. Luciana Frassati Gawronska apparteneva ad una famiglia illustre, la madre era una pittrice, il padre Alfredo Frassati fu il fondatore del quotidiano “La Stampa” e ambasciatore d’Italia a Berlino durante l'ultimo governo Giolitti. Dotata di estrema vivacità, si laureò in giurisprudenza presso l’Università di Torino e dopo aver sposato il diplomatico polacco Jan Gawronski ed essere divenuta madre di sei figli percorse sentieri poco esplorati dagli storici del secondo conflitto mondiale imponendosi con fermezza di carattere e incredibili doti umane di fronte all’avanzare del nazismo. Caparbia e “temeraria” - così come la descrive l’autrice - Luciana prese a cuore le sorti della Polonia e degli esuli polacchi durante l’occupazione nazista sino al punto di correre il rischio di essere arrestata dalla Gestapo. Finita la guerra un altro obiettivo fu al centro della vita della donna. Intese a tutti i costi attribuire autenticità e spessore alla figura del fratello Pier Giorgio, morto a soli 24 anni e dichiarato beato nel 1990 da papa Giovanni Paolo II. Anche riguardo a questo obiettivo ardore e tenacia non fecero difetto alla volitiva Luciana Frassati che proprio all’interno della famiglia di origine si trovò a combattere ardue battaglie. Il pregio dell’opera è dunque quello di descrivere con perizia storica e filologica la figura di Luciana Frassati consentendo al lettore di apprezzare sia le dinamiche in cui si trovò l’intera Europa prima dello scoppio della seconda guerra mondiale e sia la dimensione psicologica di una donna certamente eroica. In calce al libro l’elenco delle fonti consultate dalla scrittrice consente di avere un’idea del certosino lavoro di ricerca documentale compiuto dall’autrice che oltre agli archivi della famiglia Frassati ha operato ricerche storiche dettagliate al fine di operare riscontri puntuali ad ogni vicenda riguardante la storia della “temeraria”.