La terra del sogno

Nell’ora più calda del giorno, quando dalla terra sale una vampa ben più feroce dei raggi del sole che piovono dall’alto, tutto sembra liquefarsi e in mezzo alla pianura appaiono pozze d’acqua in cui si specchia l’azzurro del cielo. I campesini non accettano affatto l’idea del miraggio, ma gridano al miracolo. Secondo loro, sotto le pozzanghere c’è Amimitl, dio delle acque, mentre sotto la crosta indurita della terra dorme Tlaloc, dio della fertilità e della pioggia. Aldo Masi non ricorda alla perfezione gli intrecci delle divinità di quelle terre, anche se i lavoratori messicani non fanno altro che ripeterli ad ogni occasione, dalla semina al raccolto. All’alba di oggi, per esempio, quando sua moglie Marianna ha cominciato con le prime doglie, la servitù ha intrecciato fiori d’agave e li ha disposti ad ogni ingresso della casa. Ora i mazzi giallastri si stanno disfacendo al sole; il parto sembra più complicato e lungo del solito, nonostante si tratti del quarto. Forse il problema è legato al fatto che Marianna ha già trentaquattro anni ed ha una costituzione eccessivamente esile e delicata. Al piano di sopra, in camera con lei – Aldo ha deciso di non assistere al parto, neppure questa volta, anche se gli dispiace molto non poter tenere la mano della moglie tra le sue per infonderle coraggio o accogliere tra le braccia il nuovo figlio, appena nato - ci sono il dottor Francisco Montoya, il miglior medico della regione del Michoacán in Messico, e diverse serve. Ma, soprattutto, anche Bettina, la governante al loro servizio praticamente da sempre, fin da quando erano in Italia, dopo aver tranquillizzato e offerto un bicchiere di limonata al padrone di casa, si reca ad infondere coraggio a Marianna e a darle tutto il suo sostegno. Bettina sale le scale di legno che conducono al piano superiore con un po’ di fatica. Ha il fiato corto. Anche lei aspetta un bambino e la sua pancia, nelle ultime due settimane, è cresciuta tantissimo. Avrebbe bisogno di distendersi e riposare, ma da sedici anni ha posto le esigenze di Marianna davanti a tutto, e così dovrà continuare ad essere…

Il Messico è una terra bellissima ma difficile da abitare, perché arsa da un sole accecante, che pare incendiare ogni cosa. Ma è una terra in cui gli dèi sono benevoli e permettono il prosperare rigoglioso delle piantagioni di indigofera, l’arbusto da cui si ricava l’indaco. Ed è proprio in questa terra, in cui storia e tradizione si intersecano fondendosi in maniera poetica e magica, che la scrittrice di origine messicana Mariana Campoamor ambienta il suo primo romanzo, una storia che parla di famiglia, coraggio, radici e fedeltà. La Campoamor si occupa di arti figurative ed il suo romanzo, a ben guardare, ha tutte le caratteristiche di una tela: colori accesi, figure vivide, movimento ed energia. La storia di Aldo e Marianna, che lasciano l’Italia e scelgono di emigrare per rincorrere il sogno di diventare proprietari terrieri, si scontra inizialmente con la delusione, la miseria e la povertà. Poi, però la dedizione e la buona volontà cominciano a dare i loro frutti e la rigogliosa tenuta “La Huerta” diviene il primo obiettivo di cui essere orgogliosi. Al fianco della famiglia Masi, da tempo e per sempre, in seguito ad una promessa di gratitudine sancita molti anni prima, Bettina, dapprima umile ed indispensabile governante, poi, a poco a poco, perno fondamentale su cui ruotano i destini e le decisioni di molti. Marianna e Bettina diventano madri insieme - la prima per la quarta volta, la seconda per la prima ed unica volta, grazie ad un amore tanto intenso quanto segreto e impossibile da ufficializzare - e le loro figlie saranno testimoni dei grandi cambiamenti, delle nuove sfide e dei progetti ambiziosi cui la famiglia Masi, unita e solida, cercherà di far fronte. Una saga familiare appassionante e commovente, che si svolge a cavallo tra due secoli in una terra magica in cui anche il destino contribuisce a tracciare il percorso da seguire; un affresco di storia messicana in cui l’attenzione è posta sui mille risvolti del significato di identità e di contrasto e contatto di culture, oltre che sulla figura della donna e del suo ruolo decisivo in una società ed un mondo dominati dagli uomini. Una storia piena di dolcezza e di poesia, una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti di una terra dura ma incantata ed incantevole.

 


 

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