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La terza sorella

La terza sorella
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Eleonora, Elisa ed Elena. Sono tre sorelle – tre baronesse blasonate, per la precisione – di un paese della Brianza, Garnagna. Una mattina Elena viene ritrovata morta, nella sua stanza, con un ferro da maglia conficcato in corpo. A scoprire il corpo è stato Carlo, suo marito, da sempre accusato di averla sposata esclusivamente per le sue ricchezze. Non potevano esserci altre ragioni. Elena non solo era di qualche anno più grande, ma era costretta da anni a convivere con una protesi al posto di una gamba. Era la preferita del padre, forse perché ne condivideva la passione per l’equitazione, quella stessa passione che le aveva causato il grave incidente in cui era rimasta mutilata. Eppure non aveva mai perso il suo smalto, la sua voglia di vivere. Almeno fino a quando qualcuno non ha deciso di ucciderla. I sospetti sul brutale assassinio cadono proprio sul marito. A puntare il dito contro di lui sono proprio le sorelle di Elena e principalmente Elisa, che ha sempre considerato “un matrimonio sballato” quello della sorella con un contadino. Il movente dell’assassinio? I soldi, semplice. Eppure l’avvocato Max Gilardi, amico degli sposi e testimone di nozze, sa che Carlo aveva rifiutato che Elena gli intestasse tutte le proprietà. Quindi se non sono i soldi, quale può essere il movente dell’omicidio? Secondo Elisa non c’è altra spiegazione: la gelosia…

Elena è la terza sorella, quella che già dal titolo del romanzo sembra quella di troppo. Il decimo romanzo di Elda Lanza con protagonista l’avvocato Max Gilardi in effetti già dalle prime righe, quelle in cui sappiamo del suo omicidio, lascia avvertire da subito la scomodità della baronessa. Troppo diversa dalle sorelle Eleonora ed Elisa, l’unica ad aver preso marito, per di più un uomo del popolo. In modo assolutamente naturale conosciamo ciascun personaggio tornando indietro nel tempo, vestendo i panni di ognuno di loro. Da Elena stessa a Olga e il suo compagno, dal commissario alle altre due sorelle. Piano piano i tasselli di ogni aspetto della psicologia dei personaggi e della trama, piuttosto intricata, prendono il loro posto, aggiungendo lentamente dei dettagli. Che sono a volte accennati, lasciati lì tra le righe, in vista di creare il quadro completo del mistero e in attesa di ricomporsi, acquisendo chiarezza. Elda Lanza, come Pollicino, dissemina le sue pagine di indizi, tracciando al contempo i profili dei suoi personaggi, assolutamente non casuali. Come non è casuale l’omicidio di Elena. Come sempre l’avvocato Max Gilardi si destreggia con la sua celebre maestria tra le voci di paese, le rivelazioni e i segreti di famiglia. Che poi, si sa, in ogni famiglia c’è sempre qualcosa di oscuro. In questo caso molto più di quanto si pensi. Con La terza sorella, ancora, anche stavolta, Elda Lanza lascia ai suoi lettori un pieno di emozioni, sentimenti, storie. E tutto questo è immortale.