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La trama dei sogni

La trama dei sogni

Quello che aspetta Rossana Fiorentino subito dopo la laurea in lingue a Milano è un posto in un call center, ma è pur sempre un modo per continuare a mantenersi nel capoluogo lombardo, invece di tornare a casa, nel paesello dell’entroterra marchigiano. Certo la sua mamma spinge perché questo accada. Le ha trovato anche un marito rispettabile e innamorato, l’idraulico più richiesto, Giuseppe. Ma Rossana piuttosto che tornare continua a vita nel call center! I problemi però non mancano mai: una riduzione del personale con relativo trasferimento di alcuni reparti all’estero, nel giro di poco la lasciano senza lavoro e sembra sempre più vicino il suo ritorno a casa, se non fosse per il suo coinquilino, un gay di nome Tommaso, il cui fidanzato Christian, dopo un mese di colloqui e porte sbattute in faccia a Rossana, segnala un possibile posto come assistente a un musicista, Sebastian Mahler, suo cugino e le fissa un incontro. L’appuntamento è in una villetta stile liberty, con un giardino curato e bellissimo, talmente incredibile che non sembra nemmeno di essere a Milano. Rossana è sorpresa, pur se il nome Sebastian le fa venire in mente il gamberetto della Sirenetta che canta “In fondo al mar”... Certo, quando lo vede, cambia immediatamente pensiero: è giovane, bello, intelligente, un musicista famoso e di talento che le offre un posto di lavoro che le consentirà di girare il mondo insieme a lui, tra concerti, conferenze stampe ed eventi di gala. All’improvviso catapultata nel jet set e la cosa la spaventa e non poco. Ma ancor di più la spaventa scoprire che Sebastian, il maestro Mahler, è su una sedia a rotelle...

Romanticismo a 360 gradi, ma ci sta! Un libro piacevole è quello che ha la capacità di portarti lontano con la testa, in altri mondi, in altre situazione e tutto questo può esserlo anche una bella storia d’amore, con il suo carico di difficoltà (perché mai niente fila tutto liscio, anche nella vita), ma anche con un finale inaspettato, rispetto alla piega che prende la storia a un certo punto e che fa tornare alla mente un altro romanzo di grande successo come Io prima di te della scrittrice Jojo Moyes. E come nel romanzo appena citato, c’è un dato su cui si è portati a riflettere inevitabilmente ed è relativo alla difficoltà maschile, un po’ spartana (nell’antico senso di questa definizione legata all’importanza dell’autosacrificio per il bene comune e in ottemperanza alla mira di essere senza difetti fisici), di non essere perfetti. Tra l’altro, come sempre, questa incapacità viene proposta proprio come autosacrificio e mostrata come un vero e proprio “atto d’amore” nei confronti del prossimo e nello specifico di una donna che si innamora e che, invece, proprio in virtù del suo essere innamorata, quella sedia da disabile non la vede nemmeno. Per fortuna ogni tanto il cuore ha il sopravvento... Tenera la figura di Rossana, con un passato di grande sofferenza alle spalle, ma anche una capacità di rimanere a bocca aperta e di sorprendersi ancora davanti a una città che fin lì ha solo sognato, davanti a un quadro, a una storia, alla musica del suo amore (e del suo antenato) che entra direttamente nel cuore e ti porta lontano.