La valle di Átopon

La valle di Átopon
Ughino - che ha solo dieci anni ma la saggezza e la pacatezza di un uomo fatto - vive in un casolare isolato a Sugano, una frazione di Orvieto, assieme alla madre Paola, una giovane donna infelice con un passato drammatico e un presente di schiava dell’alcol e della depressione, tormentata da incubi e visioni sempre più orribili. La situazione suscita una moderata solidarietà tra i compaesani, ma gli unici che sembrano avere davvero a cuore le sorti di Ughino e della mamma sono Markus – figlio adolescente di un giornalista americano trasferitosi nella campagna umbra per sfuggire al logorio della vita metropolitana – e Angela, una teenager timida e sognatrice. Assieme i tre decidono di cercare l’aiuto di un enigmatico personaggio, tale dottor Draconis, del quale si favoleggia sia stato un medico quasi impazzito in giovinezza per non essere riuscito a salvare da un morso di serpente la moglie, figlia di un malavitoso giapponese. Ma i tre ragazzi finiscono in uno strano luogo fatato abitato da personaggi che sembrano usciti da tutte le mitologie del mondo frullate insieme: la valle di Átopon. E proprio qui dovranno cercare la chiave per la salvezza di Paola…
Una delicata favola junghiana ispirata alle teorie dello psicanalista Michael Conforti, questo romanzo d’esordio di Fabio Marzocca, ingegnere elettronico colla vocazione del narratore. Il plot leggero leggero come un acquerello si arricchisce di simboli, archetipi, allusioni, rimandi, e diventa mano a mano qualcosa di molto diverso da una semplice storia da raccontare ai bambini (ammesso che mai storia per bambini sia stata davvero semplice). La valle di Átopon del titolo insomma, spiega Marzocca, più che l’ennesimo universo fantasy o pseudo-tale “è il non-luogo in cui vive la parte sommersa di ciascuno di noi e verso la quale non esiste una comunicazione diretta nel senso attuale del termine, ma è presente la possibilità di una meta-comunicazione attraverso i sogni, gli istinti e le percezioni. Nel migliore dei casi si continua a sognare il mito, dandogli una forma moderna”. Malgrado i significati nascosti e i riferimenti colti, il romanzo breve si attraversa con estrema agevolezza e velocità ed è adatto anche a lettori junior, grazie anche all’appeal campagnolo dell’ambientazione e dei personaggi (quelli umani, perlomeno). Tutti i proventi derivanti dai diritti d'autore sulle vendite di questo libro sono devoluti a favore dell'Associazione Peter Pan ONLUS, per l'accoglienza del bambino onco-ematologico.

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