Salta al contenuto principale

La verità, vi spiego, sull’amore

Dora ha trentacinque anni, un figlio di tre, Pietro, e una figlia di 13 mesi, Micol. Aveva anche un compagno, Davide, che un paio di mesi fa dopo sette anni di relazione l’ha lasciata. Riflette sulla sua assenza mentre con le dita bluastre segate dalle pesanti borse della spesa ora poggiate sul pianerottolo, resta imbambolata davanti alla targhetta di ottone coi loro nomi, “una lapide dell’amore, perfettamente lustra, solenne”. La separazione è ancora fresca e Dora non vuole dirlo a nessuno, un po’ per timore di rendere la notizia più concreta, un po’ per scaramanzia. Ne parla solo con Sara, la sua migliore-amica-senza-figli, che passa da una relazione sbagliata all’altra perché si annoia in fretta. Al momento, per esempio, frequenta un poeta bidello, un uomo un po’ diverso dai suoi standard: bassino e peloso, sovrappeso ma con un’incontenibile capacità di dare amore. E sarà proprio questo suo traboccare di sentimenti genuini che lo faranno scegliere come “tato” da Dora, nello scetticismo generale. Ad aiutarla nella gestione figliale ci sono anche un campionario assortito di nonni, e Davide che ce la mette comunque tutta per tenersi stretto il suo ruolo di genitore, nonostante la lontananza e i litigi. Tra disordine, ritardi, un tato che fuma marijuana in mutande, una psicologa somigliante a Renato Zero e un vicino di casa giovane e sexy, che però non ha mai visto I Goonies, la tipica “mamma Gazzella” sa già che appena sveglia dovrà correre per sopravvivere…

Romanzo d’esordio della torinese Enrica Tesio, La verità, vi spiego, sull’amore è una spassosa panoramica sulla vita quotidiana. La Tesio ha fatto palestra sul web, scrivendo sul suo blog “Tiasmo”, nato nel 2013, in cui ha cominciato a raccontare la sua vita di madre separata, disordinata, ritardataria e distratta. Nel 2015 è uscito questo suo primo romanzo e Dora, forse, è un po’ la rappresentazione figurata di un’Enrica in carne e ossa. Numerosi i punti in comune tra le due e sembra quasi che la seconda abbia creato la prima per mettersi ulteriormente a nudo, raccontando di sé anche attraverso la carta. Commovente, divertente, autoironico esibisce scene esilaranti, spunti di riflessione e osservazioni brillanti, proprio perché descrive a parole quello che tutte le madri “normali” vivono e pensano quotidianamente. Una narrazione semplice, scorrevole, ricca di neologismi e figure retoriche che mescolano elementi ed espressioni di ambiti diversi, giocando con le parole e i concetti e presentandoli in una disarmante veste nuova. Amore, amicizia, lealtà, quotidianità, elementi del vivere comune, intimità e intimità perduta sono alcuni degli elementi cardine di questo mix autentico e irriverente, a tratti malinconico. Dora è Enrica ed è tutte le madri, le mogli e le ex mogli, con un bagaglio di dubbi, domande, paure e di sentimenti di inadeguatezza, rimorsi e rimpianti, ma è soprattutto donna consapevole e anticonformista. Dal romanzo è stato tratto un film omonimo, diretto da Max Croci, con Ambra Angiolini e Carolina Crescentini.