La versione di Fenoglio

La versione di Fenoglio

Bruna è una fisioterapista non più giovanissima ma ancora in grado di attrarre l’interesse degli uomini con la sua sensualità. Quando avverte Pietro Fenoglio – veterano dell’arma dei carabinieri in servizio presso la squadra Omicidi, in attesa di pensionamento e segretamente attratto dalla bella donna – che il giorno successivo conoscerà il giovane Giulio, il maresciallo in via di riabilitazione per un brutto incidente non si immagina, che di lì a poco svelerà il suo passato a un ragazzo che per lui è un perfetto estraneo. Se non tutto, almeno gli eventi essenziali, a iniziare da quando il padre gli aveva comunicato di averlo iscritto al corso per prendere i gradi di vicebrigadiere, ma di fronte al suo disinteresse per questa professione aveva deciso di non insistere. Un po’ di tempo dopo l’anziano genitore era morto a causa di un forte infarto e il figlio aveva voluto rispettare la sua volontà, partecipando alla selezione e, una volta preso, svolgendo con diligenza il corso alla scuola di Firenze. Poi era stato Carosio a insegnargli le responsabilità che prevede indossare una divisa, malgrado nel momento in cui Pietro era entrato in servizio avesse già gradi superiori a quelli del compagno. Nella memoria di Fenoglio era rimasta emblematica l’impresa compiuta da Carosio, per evitare che uno squilibrato si incendiasse davanti a una scuola. Si era avvicinato con fare nient’affatto minaccioso e, prevedendo che impedire con la forza all’aspirante incendiario di ardere le proprie carni lo avrebbe fatto solo arrabbiare di più, si era limitato ad avvertirlo che con quel metodo avrebbe trovato una morte lenta e straziante. Sarebbe stato lui a dargli buoni consigli per farla finita nel modo meno doloroso possibile, bastava che lo lasciasse avvicinare. Una volta faccia a faccia con lo squilibrato Carosio aveva saputo evitare il peggio. Trovata la giusta motivazione grazie a questo illuminante esempio, Fenoglio aveva accarezzato il sogno di entrare nella sezione Omicidi, ma le sue possibilità erano limitate dalla mancanza di una raccomandazione. La buona occasione era giunta con la morte di un medico della mutua. Partecipando come vicebrigadiere della forza ordinaria, Pietro si era reso conto che il dottore aveva compilato una ricetta prima di essere ucciso: forse era la chiave per svelare il mistero, bastava risalire al nome di chi aveva richiesto quella medicina…

Gianrico Carofiglio è l’autore di un’opera densa di riflessioni sul destino che attende ogni uomo, inevitabile al di là di ogni aspirazione. Mancato scrittore, vicebrigadiere prima e maresciallo poi inizialmente non proprio spinto dalla vocazione, Pietro Fenoglio narra al suo giovane amico una carriera tutto sommato coronata dal successo. A Giulio, che non si sa risolvere nel dare alla sua vita un’impostazione definitiva, aspirante scrittore affascinato dalle storie di realtà quotidiana, l’esempio di Fenoglio deve dare la giusta convinzione per compiere una svolta, ma in un primo momento suscita solo un’insaziabile curiosità. Tra i racconti e le riflessioni Fenoglio inserisce i segreti del suo mestiere, a iniziare dalla convinzione che la fortuna nelle indagini è fondamentale, chi non vuole ammettere che nella sua ricerca ha risolto l’enigma anche grazie alla buona sorte mente con se stesso e con gli altri. Ma la fortuna va aiutata. Investigare è girare e rigirare gli occhi sulla realtà, attratti anche dal più piccolo dettaglio. Non si deve trascurare niente, a iniziare da una versione alternativa dell’accaduto che potrebbe confutare le nostre convinzioni, perché se si riesce a smentire proprio la teoria più scomoda allora si può essere certi di trovarsi sulla strada giusta. Con la sua saggezza condensata sotto forma di racconto, per Giulio Fenoglio non è solo un mancato scrittore che invece di usare la penna si affida alla parola per narrare, ma anche un padre comprensivo e capace di offrire il sostegno di cui il ragazzo avrebbe bisogno; d’altro canto per il maresciallo il giovane compagno di fisioterapia rappresenta il figlio che avrebbe voluto. Gianrico Carofiglio, ex magistrato e attuale senatore della repubblica, ha inaugurato il genere del thriller legale in Italia con il suo primo romanzo Testimone inconsapevole (Sellerio, 2002), a cui sono seguite le serie dedicate all’avvocato Guido Guerrieri e al maresciallo Pietro Fenoglio. È anche autore di saggi di settore, sceneggiature televisive e racconti e ha vinto diversi premi, tra cui il Bancarella nel 2005. Nel loro insieme le sue opere hanno venduto cinque milioni di copie e sono state tradotte in ventotto lingue.



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