La vita alla finestra

La vita alla finestra

Per Net nuotare in piscina è come navigare in Rete: è silenzioso e fresco, è facile immergersi, ma anche facile annegare. Mentre Net scrive una mail a Marina, irraggiungibile nel suo silenzio, sua madre entra in casa e non lo degna nemmeno di uno sguardo: ha perso l’entusiasmo di un tempo. A cena lo tartassa di domande stereotipate. Il padre è severo, ma isolato; il lavoro lo tiene spesso lontano da casa e il rapporto con la moglie e i figli si è deteriorato nel tempo. Net gradirebbe fuggire dalla prigione domestica per tornare a casa di Marina e al suo balcone pieno di gelsomini, ciclamini e viole a primavera. Il profumo di quei fiori gli è rimasto impresso nella mente e potrebbe riconoscerlo ovunque. La sorella di Net, Paula, è in conflitto aperto con la madre e il padre perché frequenta un ragazzo che porta a casa e con il quale si chiude in camera. L’educazione che i genitori hanno cercato di impartire alla figlia è quella tradizionale – finché stai sotto il nostro tetto, le regole sono nostre – ma Paula, dopo anni di obbedienza, ha iniziato a pretendere i propri spazi. Per scampare illeso a tutta quella tensione, Net si rifugia spesso al bar di Xavi, un suo ex compagno di facoltà che ha deciso di mollare lo studio per aprire un’attività. È stato proprio Xavi ad affibbiargli quel soprannome, Net, perché lo vedeva sempre incollato a Internet e alla posta elettronica. Quel soprannome era risultato simpatico a tutti i suoi compagni, tanto che ha praticamente rimpiazzato il suo vero nome...

La vita alla finestra, pubblicato nel 2002, è il secondo romanzo dell’allora giovane scrittore argentino Andrés Neuman, arrivato in Italia solo quest’anno sulla scia del suo ultimo romanzo Frattura, pubblicato da Einaudi nel 2019. Il protagonista è Net, uno studente universitario che racconta la sua vita attraverso una lunga serie di e-mail indirizzate a Marina, la sua ex ragazza. Marina è una presenza fantasmatica, un’assenza digitale che non recepisce e non reagisce al racconto che Net riversa con dovizia di particolari nelle lunghe lettere elettroniche che la memoria del suo computer preserva, ma che un tocco potrebbe relegare all’oblio. In questo rapporto unidirezionale c’è tutto il permanere di un mondo analogico che pian piano sta scomparendo e l’affacciarsi di un universo digitale che sta cambiando le relazioni umane e le relative modalità d’ingaggio. Sullo sfondo di questo passaggio epocale scorre un’esistenza come tante altre, fatta di crisi familiari, amicizie che si vanno spegnendo e amori che lentamente si costruiscono. La vita alla finestra è sicuramente un romanzo datato per tutti quei lettori che sono ormai stati investiti in pieno dalla rivoluzione digitale: la pervasività attuale delle tecnologie non è in alcun modo comparabile con l’esperienza delle stesse che poteva avere un ragazzo all’inizio degli anni duemila. Ma questo romanzo parla comunque di noi e delle distanze che, quando si creano, nemmeno l’istantaneità della Rete riesce a colmare.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

PUBBLICITÀ

 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER