La vita negoziabile

La vita negoziabile
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In un freddo pomeriggio d’inverno, Hugo, adolescente che del mondo degli adulti sa poco o nulla, si trova a dover accompagnare la madre in centro città su richiesta del padre, che preferisce che non esca da sola. Dopo aver preso un taxi con destinazione Plaza Mayor, i due camminano freneticamente in un labirinto di strade, piazze e vicoli del centro di Madrid. Dopo aver percorso più volte le medesime strade in un andirivieni serrato e causale, si fermano. “Sai mantenere un segreto?”, chiede la madre ad Hugo. “Certamente”, è la sua risposta. “Sicuro? Pensaci prima di rispondere.”. “Sicuro”, ribadisce Hugo. Quindi, inginocchiandosi davanti al bambino infreddolito e abbracciandolo calorosamente, dopo essersi resa conto che nella fretta di uscire da casa aveva dimenticato di prendere sciarpa e guanti del piccolo, la donna inizia a sussurragli il segreto all’orecchio, obbligandolo a giurare di non rivelarlo mai a nessuno. Il tradimento del giuramento, infatti, avrebbe potuto mettere a rischio l’integrità della famiglia o addirittura danneggiare la salute del padre, di vent’anni più anziano della madre, già minacciata da problemi di cuore e di obesità…

Il romanzo narra la storia, dall’infanzia all’età adulta, del protagonista, Hugo Bayo, di professione parrucchiere, che racconta la sua vita in prima persona, rivolgendosi sin dalla prima pagina direttamente al lettore, esortandolo a mettersi comodo per ascoltare quello che ha da dire. Una storia che ha inizio con un preciso episodio dell’infanzia di Hugo, con la rivelazione di un segreto, un momento determinante a seguito del quale sarà costretto ad aprire gli occhi ed entrare nel mondo degli adulti. A quel punto, utilizzerà il ricatto e la sua posizione di privilegio (data dalla conoscenza del “segreto”) per i suoi fini. Hugo, uomo abietto alla perenne ricerca di obiettivi ambiziosi e spesso fuori della sua portata, si svela già dalle prime pagine: ama autodefinirsi “genio in erba”, per il quale il destino ha in serbo “qualcosa di bello e di speciale”, incapace di riconoscere i propri limiti, andando perciò spesso incontro a fallimenti. Un personaggio allo stesso tempo dalla spiccata capacità di reinventarsi di fronte agli insuccessi della vita, sempre in attesa di un’occasione per dimostrare il proprio valore, le proprie “qualità nascoste”. Il racconto, diviso in due parti, scorre fluido, tutto è perfettamente collegato in una narrazione pulita e alquanto generosa di digressioni. La trama, senza particolari sorprese, è sicuramente più vivace nella seconda parte rispetto alla prima, la cui lettura, a tratti, richiede uno sforzo di attenzione da parte del lettore. Il titolo del romanzo racchiude il succo dell’insegnamento del padre, uomo fortemente religioso, amministratore di condominio tanto losco quanto mediocre: “Ascolta, Huguito, nella vita tutto è negoziabile e io credo che anche con Dio sarà possibile negoziare. Bisogna imparare a convivere con il male […] quindi non è che la tua onestà precluda il male; anzi accettandolo, lo puoi in parte alleviare, contenere, renderlo più veniale e più umano, e in un certo senso anche questo è un servizio reso a Dio, che tutto vede”. La sua massima ritorna più volte alla memoria di Hugo, soprattutto nei momenti in cui il protagonista sente il bisogno di pentirsi ed essere perdonato per le sue malvagità. Autore di romanzi, saggi e articoli per il quotidiano “El Pais”, lo scrittore spagnolo Luis Landero ha esordito in ambito letterario con il romanzo Giochi tardivi per il quale ha ottenuto in Spagna numerosi riconoscimenti. La vita negoziabile è il suo secondo romanzo pubblicato in Italia.



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