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La vita nuova

La vita nuova
Il 31 Ottobre del 2005 Gaia ha 12 anni e, per la prima volta, assiste al funerale di una persona cara. Suo zio, Gianpi, scrittore impegnato, uomo sensibile e sfortunato in amore, è infatti venuto improvvisamente a mancare. I due giorni che precedono la celebrazione delle esequie rappresentano un punto di svolta cruciale nella vita di Gaia, impegnata nel compito di rintracciare un manoscritto che lo stesso zio le ha idealmente affidato prima della sua morte. Nella ricerca de “La Gaia Meraviglia” (questo è il titolo del libro) viene accompagnata da due personaggi pittoreschi e imprevedibili: Svetlana, la badante russa della vecchia nonna, e Felicetto, amico di Gianpi. In questo viaggio nel tempo e nella memoria che copre più di un trentennio, si ritroverà già donna, con un'eredità morale e una lezione di “vita nuova” da tramandare...
Giampaolo Spinato scrive un romanzo che è una sceneggiatura. Capitoli brevi, dialoghi serrati, trama movimentata e densa di colpi di scena, decine di personaggi, ognuno con il proprio spazio, ognuno nella giusta luce. E' l'Italia della piccola provincia, del passato che ritorna nell'efferatezza degli atti terroristici del rapimento Moro, è il ricambio generazionale, il dolore, la morte ma anche la straordinaria delicatezza di una bambina che parla con gli animali e cerca la verità. Tutto diluito in quel grande cerchio dell'amore che ci contiene e ci migliora. Impariamo che i sentimenti vanno addomesticati per renderci migliori, usando il talento, rinunciando, alle volte, se necessario governando l'istinto. Impariamo che quasi sempre la chiave di ogni felicità è racchiusa nel coraggio di fare delle scelte e di scrivere un destino che sia solo il nostro. Lo zio Gianpi, vittima di un mondo in cui ha sempre faticato a trovare un posto, è il motore di uno svelamento progressivo che coinvolge tutti e tutti modifica. E se diventare grandi significa davvero "saper trasformare i sogni perché non diventino delle prigioni", Gaia ha il dono di insegnarci, con la grazia e la determinazione della sua fanciullezza, come diventare grandi senza perdere la meraviglia.