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La volatilità dell’amore

La volatilità dell’amore
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Eschenbach si è rifugiato, da alcuni mesi, in una piccola isola del mare del Nord, una riserva naturale. La sua nuova vita, quasi da Robinson Crusoe moderno, segue un ritmo lento e costante: lunghe camminate mattutine sulla spiaggia per cercare relitti, per raccogliere ciò che il mare giorno dopo giorno trasporta e annotare puntualmente in un registro gli oggetti ritrovati, oltre che per osservare e studiare gli uccelli. Perché ora, dopo la disfatta e le perdite subite, è questa la sua nuova professione, il birdwachting. In una mattina che sembra identica a tutte altre, mentre si versa il tè bollente della colazione, sente squillare il telefono. Non riconosce subito la voce. Quella voce. È la voce di Anna. Anna che non sente da sei anni, dal giorno in cui lei è sparita dopo un chiaro messaggio in segreteria: “Ti prego. Non chiamarmi più. Non voglio e poi non ce la faccio più” per trasferirsi a New York. Anna che adesso gli dice che, trovandosi ad Amburgo, vuole rivederlo e lo raggiungerà sull’isola…

Uwe Timm con questo romanzo, evidente omaggio a Le affinità elettive di Goethe, pare conoscere nel profondo, gli effetti dell’amore a prima vista, se non altro per averlo sperimentato personalmente: non è un caso, infatti, che il matrimonio con sua moglie abbia origine da un amore improvviso e fulminante tra i due che vivevano già altri rapporti stabili. Partendo da due coppie solide e affiatate (Anna e Edwal, da un lato, Eschenbach e Selma dall’altro), l’autore tedesco fa irrompere in quell’equilibrio quasi perfetto, l’amore, il desiderio dirompente, generatore di caos e rovina. Desiderio barbaro, potente, invincibile, che non si piega, non conosce rinuncia. A dimostrare come l’amore, quell’amore, è un veleno che, per dirla con Eschenbach, dissacra il mondo, porta dolore, ma – al medesimo tempo – è libertà. E quando quella bestia fa ingresso nelle nostre vite apparentemente prive di spigoli, tutto non potrà più essere come prima. Tutto cambierà. A nulla varranno i tentativi di riparazione che, comunque, risulterebbero maldestri e inadeguati. La vicenda, narrata con uno stile sobrio, si snoda a ritroso e con una lentezza piacevole che impone un continuo soffermarsi sugli intensi dialoghi che, da soli, contengono l’essenza di questo sentimento capace di trasformare l’essere umano.