Le ali della sfinge

Le ali della sfinge

Nella sua casa fronte mare a Marinella il burbero commissario Salvo Montalbano, che ormai ha 56 anni, appena sveglio si rigira nel suo letto torturandosi in un testa a testa tutto interiore tra Montalbano primo e Montalbano “secunno”, interrogandosi sugli effetti della vecchiaia che lo portano sempre più spesso a svegliarsi di cattivo umore piuttosto che in armonia con l’universo come invece gli succedeva prima. A peggiorare ulteriormente la giornata ci si mette la chiamata dell’agente Catarella che lo fa uscire di corsa dalla doccia, tant’è che la domestica Adelina, ormai abituata alle stranezze del commissario, appena entrata in casa per fare le pulizie se lo ritrova davanti completamente nudo. Con i suoi soliti strafalcioni linguistici, Catarella gli annuncia che la chiamata di primo mattino è purtroppo dovuta al ritrovamento del cadavere di una giovane ragazza in una discarica abusiva, per il quale il suo vice Mimì Augello ha richiesto che anche Montalbano si recasse in loco “di pirsona pirsonalmenti”. Raggiunta la discarica con la propria macchina - tutte le macchine di servizio, al momento, non hanno benzina -, Mimì spiega al commissario che ha preferito farlo venire a verificare di persona perché conosce ormai da tempo il bisogno di Montalbano di sporcarsi le mani e di calarsi in prima persona nelle indagini. Il pm Tommaseo – al solito esaltato in situazioni che possano avere implicazioni sessuali - e Mimì comunicano a Salvo che il cadavere della bellissima ragazza è stato ritrovato completamente nudo, senza che vi fosse a fianco nemmeno una borsetta da cui poter trarre i documenti della giovane. A complicare ulteriormente l’identificazione, il fatto che sia stata ammazzata con una revolverata in pieno viso, trasfigurandolo completamente…

Anche questo romanzo di Camilleri trasuda di sicilianità, tra i manicaretti di pesce fresco preparati da Adelina e i pranzi tipici della cucina casereccia consumati dal commissario alla trattoria Enzo, per passare alle descrizioni delle passeggiate vicino al molo sotto il sole ancora caldo dell’autunno siciliano, il tutto condito dall’ormai riuscitissimo e collaudato esperimento linguistico, che consiste nel far esprimere i personaggi con lessemi siciliani o con parole italiane dialettalizzate che vanno così a formare una sorta di lingua ibrida, che contribuisce non solo a caratterizzare unicamente i protagonisti ma anche a condurre il lettore nel loro mondo, fino a perdersi tra i comuni di Vigàta e Montelusa. Non mancano, anche qui, le critiche, neanche tanto velate, che Camilleri, tramite i pensieri di Montalbano, rivolge alla società, dalla pericolosità della legge sulla legittima difesa alle associazioni no profit colluse con la mafia e protette nelle loro azioni tutt’altro che benefiche dai poteri forti dell’apparato statale, dall’ipocrisia di coloro definiti dalla cultura pop “comunisti col Rolex” al biasimo per lo squallido giornalismo di cronaca nera che scava nella vita privata delle vittime fino a spolparle di ogni dignità. Un Montalbano più maturo, poi, si inoltra in riflessioni più profonde sugli aspetti più esistenziali della vita, dalla preoccupazione per l’età che avanza alla lunga relazione a distanza con la sua fidanzata Livia che vive a Boccadasse, fino alla maternità e paternità mancata che ha minato il loro rapporto. Per tutti questi motivi, nonostante il grande successo commerciale e popolare dei romanzi che narrano le indagini di Montalbano, siamo di fronte a un’opera letteraria che va ben oltre il romanzo giallo. Alcuni lamentano che la scrittura e, di conseguenza, la storia non siano così facilmente leggibili a causa della lingua ibrida creata da Camilleri. Eppure, vi invito a superare questo scoglio, perché bastano poche pagine per abituarsi e per comprendere la lingua; non ve ne pentirete, anzi non potrete nemmeno più immaginare Salvo, Mimì, Fazio e tantomeno Catarella esprimersi in italiano. Perché la lingua di Camilleri si fonde coi personaggi e con i paesaggi e le storie rendendoli ancora più veri. In questo sta la grandezza di questo scrittore tanto amato.



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