Le belve

Le belve

Seduto al tavolo di un bar, un uomo osserva l’umanità che passa, guarda la sua vita, gli uomini e le donne, i criminali, i ladri, gli assassini, gli stupratori e le prostitute che abitano la sua “città abissale”, la sua Buenos Aires, quella dei bassifondi, quella sotto il livello del mare; contempla la sua dannazione e scrive una lettera, lancia un grido disperato per un amore perduto e che gli sarebbe in ogni caso precluso, perché lui, come gli altri, è una belva, un pappone, un giocatore d’azzardo, è schedato, è stato in prigione e probabilmente morirà con la schiena crivellata di pallottole, mentre lei un giorno o l’altro sposerà un impiegato di banca o un sottotenente della riserva. Vivono nella stessa città, sotto le medesime stelle, eppure solo lui è sprofondato, solo su di lui è calata la notte del pensiero. Dal suo covo di subumanità, in cui aleggia del pulviscolo di carbone, sente gli spari oppure lo squillo di un telefono e lui e tutti gli altri alzano la testa, Tacuara, Cipriano, Guillermito il Ladro, Unghia d’Oro, l’Orologiaio e il Bamboccio, ma poi la riabbassano, e tornano ad avvolgersi in un silenzio carico di attesa. “Se si parla è di condanne, sofferenze, torture, cazzotti in faccia, pugni nello stomaco, strizzate di testicoli, pedate negli stinchi, dita schiacciate, polsi slogati, pestaggi con pezzi di gomma, martellate con il calcio della pistola... se si parla, è di donne ammazzate, sequestrate, scappate, bastonate, “Perché loro sono belve che si trincerano dentro le gabbie dei loro pensieri turpi, della noia da cani e “le giornate sono nere, le notti più soffocanti delle celle”...

Durante questo pazzo 2020 le case editrici non si sono date per vinte. Nonostante le grandi perdite subite dal settore, molti editori ci hanno regalato iniziative di solidarietà digitale, sconti, ebook gratuiti, e alcuni, come Adelphi con i suoi Microgrammi e La nave di Teseo con i suoi Squali, hanno dato vita a delle collane interamente digitali, composte da racconti brevi, piccoli assaggi di pubblicazioni future o pregresse o testi scritti per l’occasione. A giugno anche SUR ha deciso di arricchire in questo modo il suo catalogo; così è nata Scatti, la nuova collana di “racconti o saggi brevi esclusivamente in formato elettronico. Brevi ma intensissimi, e destinati a restare impressi nella memoria del lettore”. Le belve è il racconto più celebre dello scrittore, giornalista e drammaturgo argentino Roberto Arlt ed è uno dei tre raccolti nel volume Una domenica pomeriggio, pubblicato in Italia nel 2015. Questa piccola istantanea dei bassifondi della Buenos Aires degli anni Trenta è il modo perfetto per scoprire la penna sublime e irrequieta di Arlt, un uomo che conosceva intimamente quell’umanità fatta di ex-uomini, e uno scrittore fondamentale per la letteratura argentina. “Non ti dirò mai come sono sprofondato poco a poco, giorno dopo giorno, fra uomini dannati, ladri e assassini, fra donne che hanno la pelle del viso più ruvida della calce screpolata. A volte, quando ripenso al punto a cui sono arrivato, ho l’impressione che nella mia testa si agitino grandi tele d’ombra, cammino come un sonnambulo e il processo della mia decomposizione mi appare incastonato nell’architettura di un sogno mai avvenuto”.



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