Le confessioni dei Borgia

Vannozza Cattanei ha dato al cardinale catalano Rodrigo Borgia quattro figli, in qualità di amante ufficiale. Ha fatto la sua scelta da giovane, nonostante Giuliano della Rovere fosse innamorato pazzo di lei. Anche quando l’amore con il cardinale finisce, il rapporto tra i due resta saldo, non fosse altro per la presenza dei figli. Ed è in uno di questi incontri, che avvengono a casa di lei, che Rodrigo comincia a parlare della sua ambizione di diventare Papa (evento che arriverà poco tempo dopo, quando egli salirà al soglio di Pietro con il nome di Alessandro VI), ma anche dei piani precisi e particolareggiati per la vita dei figli che sono ancora molto piccoli, ma che importa, lui può tutto! È così che Cesare, il più grande, scopre che suo padre ha deciso per lui la carriera ecclesiastica, lasciando all’altro figlio Giovanni la carriera militare. Per Lucrezia c’è in previsione un buon matrimonio, strategico per gli affari di famiglia, mentre Goffredo è ancora troppo piccolo, ma di sicuro potrà fare un buon matrimonio che convenga a tutti. Cesare Borgia non ci sta: lui non ha nessuna intenzione di accontentare il padre, perché ha sempre sognato di diventare un cavaliere, uno stratega, uno strenuo difensore del territorio e della giustizia. Ma il cardinale Borgia lo rimprovera, non ne vuole proprio sentire parlare: lui ha già deciso! E quando Rodrigo riesce finalmente a diventare Papa, fa in modo che quanto stabilito per i suoi figli si avveri. Cesare sarà un giovanissimo cardinale, Lucrezia sposerà uno Sforza, signore di Pesaro e cugino dei milanesi che hanno appoggiato il Papa nella sua elezione, Giovanni diventerà un condottiero, un nobile a cui saranno affidate le sorti di Roma e del Vaticano (con l’odio e il rancore di Cesare che lo ritiene un incapace) e Goffredo avrà un matrimonio di prestigio...

La Roma di fine Quattrocento è affascinante anche nel suo fare da sfondo alla storia della dinastia spagnola dei Borgia. Il suo è un grandioso Rinascimento, tra arte e cultura, ma è anche evidente quel suo carattere di “essere ruffiana” nei confronti dei personaggi in vista. Chiacchiere e pettegolezzi sono all’ordine del giorno, soprattutto tra la servitù e gli uomini di fatica, ma anche tra gli uomini d’armi, che non risparmiano certo la famiglia. Sono chiacchiere che si spandono fino al mercato, dove anche ogni variazione sul tema “avventure sessuali” dei Borgia viene fatta dilagare... I personaggi sono estremamente interessanti, mille facce diverse di un’umanità che dal Quattrocento non è cambiata poi tanto. E poi c’è la storia della famiglia Borgia. C’è stato, di sicuro, un grande lavoro di ricerca da parte della scrittrice americana Alyssa Palombo, a cui la sua penna ha sapientemente affiancato l’invenzione, rendendo questo romanzo storico intrigante al punto giusto, senza un calo, mai, nonostante le quasi cinquecento pagine. Alla fine è affascinante anche il doppio punto di vista, tutto sommato vicino, ma diametralmente opposto, attraverso cui si dipana tutta la storia: da una parte c’è il racconto di Cesare Borgia con il suo punto di vista di uomo della Chiesa e soprattutto di abile stratega anche delle vite degli uomini, dall’altra quello di Maddalena, una serva (che prima si trovava in Vaticano e poi, una volta infastidita da Giovanni Borgia che di donna non se ne faceva sfuggire una, viene trasferita da Cesare nel palazzo dove alloggia Lucrezia e la nuova amante del Papa, ovvero Giulia Farnese), diventata poi l’amante di Cesare. Intrighi, amori, sotterfugi di Palazzo: non manca nulla e si legge tutto d’un fiato.



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