Le nebbie di Avalon - Parte seconda

A Lothian la regina Morgause ha imparato a gestire la morte del re Lot con grande serenità. Avrebbe dovuto salire sul trono Gawaine, ma manca ormai da troppo tempo dalla sua terra e comunque – da quando il regno è in pace – il popolo è contento di essere guidato da una regina, sapendo che il figlio Agravaine è pronto ad assumere il comando dell’esercito in caso di guerra. Morgause è affiancata da Lochlann, un giovane guerriero che si è preso come amante come del resto faceva suo marito con un discreto gruppo di damigelle: entrambi non davano peso a queste “distrazioni” e non si sono mai “rinfacciati i rispettivi amanti”. Del resto nemmeno la regina dà molto peso a Lochlann: a letto è molto prestante, ma di giorno è “come conversare con un pastore o un servo”. L’unica fonte di preoccupazione sono i figli: Agravaine è generoso ma rozzo e forse dovrebbe cercarsi una moglie, mentre il figlio adottivo Gwydion sembra nascondere una natura oscura e maliziosa dietro la faccia d’angelo e le tuniche immacolate. Tutto diventa chiaro quando arriva l’annuncio che una delegazione di Avalon è in arrivo a Lothian: dunque Gwydion possiede la Vista, eppure non lo ha mai dato a vedere (“Quale bambino non se ne vanterebbe?”). Si tratta di Viviane - la Dama del Lago, di Kevin - il nuovo Merlino di Britannia, Messaggero degli Dei e di Niniane, giovane e solare sorellastra di Morgause. Per i suoi ospiti, la regina di Lothian – malgrado molte ombre opprimano il suo cuore – ha fatto preparare una tavola imbandita degna di re…

Il primo romanzo della saga di Avalon, datato 1979, oltre che essere un libro magnifico è un manifesto programmatico. L’intento di Marion Zimmer Bradley è esplorare il conflitto culturale tra paganesimo e cristianesimo e rileggere le leggende del Ciclo Arturiano - forse il più importante per la nascita della cultura europea – da un punto di vista femminile. “Le donne moderne sono cresciute con miti e leggende in cui gli eroi sono uomini, fanno le cose importanti mentre le donne li ammirano standosene da parte. Ristabilire quindi il ruolo di personaggi come Morgaine o la Dama del Lago come protagoniste essenziali di queste storie è io credo di estrema importanza”, scrive eloquentemente l’autrice in un suo essay sulla saga di Avalon nel 1986. Nell’opera entrano anche suggestioni derivanti dal percorso religioso della stessa Zimmer Bradley, figura di spicco del movimento neopagano e gnostico, ma si tratta per fortuna solo di accenni, non di pesanti sovrastrutture ideologiche. Non di pamphlet si tratta, ma di una favola cupa ed emozionante. La narrazione fluisce libera e potente, dando vita a una saga fantasy avvincente, raffinata, profonda, una sorta di dramma shakespeariano con intrecci da soap opera raccontato da un Tolkien convertito al femminismo militante, se mi passate gli accostamenti quasi blasfemi. Il libro - uno dei più venduti del '900 – ha vinto il 1984 Locus Award. Nella presente edizione HarperCollins Italia ha deciso di presentare l’opera nella sua versione integrale, finora mai pubblicata in Italia, divisa in due volumi e in una nuova traduzione a cura di Flavio Santi.



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