Le ombre del collegio

Le ombre del collegio

Cap Sizun, Bretagna. Mary Lester, trentenne capitano di polizia, non è qui per vacanza ma per indagare sulla scomparsa di una ragazza. Un’indagine senza clamori, ma soprattutto senza una denuncia formale: una “faccenda delicata”. Dal benzinaio apprende che la signora Tristani, padrona di più della metà delle attività locali, è tornata al maniero dopo quindici giorni trascorsi in Nepal. Anastasie Tristani, soprannominata dagli abitanti “la Grande” per il suo fisico imponente, non cela il suo disprezzo per l’ormai ex marito e la sua preoccupazione per la scomparsa di sua figlia Mathilde, ormai irrintracciabile da quasi trenta giorni. Diciotto anni, reclusa in un collegio di suore e con una rendita mensile di mille euro. Mathilde è l’unica erede dell’impero della famiglia Tristani e, nonostante il suo desiderio di frequentare la scuola di Belle Arti, è destinata a frequentare una scuola d’eccellenza per il commercio internazionale. Che sia fuggita dal suo destino? Probabilmente Firmin, suo padre, avrebbe potuto dirle qualcosa in più. Senza le reticenze di Thasie. E le paure del suo capo, il commissario Mevent, più preoccupato a non deludere le aspettative del ministro e del prefetto che al rispetto della forma. L’indagine prosegue con l’aiuto del collega Fortin e la porta dritta al collegio di suore, dove il suo passato, inaspettatamente, riaffiora...

Le ombre del collegio, schietto e scoppiettante romanzo, ha proprio tutto quello che serve ad un giallo: la coppia di agenti in grande sintonia, il poliziotto sfigato genio informatico, un caso da risolvere, la paura di perdere l’onorabilità tipica dell’alta borghesia e le relazioni diplomatiche a volte inaccettabili. Quasi tutto al femminile e con uno stile scorrevole, il poliziesco coinvolge e diverte: la narrazione è affidata all’arguta e determinata Mary Lester che, come tutte le donne bretoni, è “maledettamente in gamba” e si può anche permettere momenti di simpatica insubordinazione. La trama è estremamente semplice ma il valore aggiunto sta nelle atmosfere vivide che Jean Failler (una vita fatta di mare, rigorosamente in Bretagna, e letteratura), evidentemente amante delle alte scogliere, dei tramonti mozzafiato e delle barche dei pescatori sulla riva, evoca. Lo sfondo diventa così elemento centrale, attorno al quale ruota la storia e i suoi personaggi. Una protagonista che entra con energia nel cuore del lettore, ironia e paesaggi emozionanti sono gli ingredienti che hanno decretato il successo de Le ombre del collegio, uno dei bestseller della giallistica francese che è diventata una vera e propria serie: quaranta episodi di cui ventisei tradotti in Italia e diversi in corso di traduzione e pubblicazione. Mary Lester tornerà presto con nuovi accattivanti casi da risolvere.



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