Le parole che mancano al cuore

Le parole che mancano al cuore

Agosto, Versilia. Nella sua bella casa d’infanzia a due passi dalla spiaggia da dove giunge ininterrotto il vociare dell’allegra confusione vacanziera, Matteo Vitali, giovane e buon mediano di una delle migliori compagini di serie A, pranza serenamente con la sua famiglia. Sembra passato un secolo dall’ultima volta che lo hanno fatto. La mamma che serve le tagliatelle al ragù, sua sorella Barbara impegnata nel discorrere del suo lavoro di avvocato presso una onlus che si occupa di diritto del lavoro e poi suo padre, forse appena più invecchiato e senza l’immancabile sigaretta dopo l’infarto, ma intento come sempre a chiedergli notizie di calciomercato, unico terreno in fondo di unione tra loro. La voce è ghiotta, oltretutto, quell’estate: si parla dell’approdo tra le fila della squadra di Matteo del due volte pallone d’oro Thiago Dos Santos, stella brasiliana del Real Madrid che pare sia prossimo proprio all’ingaggio... Thiago è appena atterrato in Italia con il suo amico fidato Diego, Ruan, il suo procuratore e il suo intero staff e diretto verso un’affollatissima conferenza stampa. Non avrebbe mai immaginato un’accoglienza tanto calorosa, giornalisti, bandiere, centinaia di tifosi e ha quasi un tuffo al cuore dall’emozione... La squadra è riunita nello spogliatoio. C’è un’incredibile aria di pulito, le nuove divise ben stirate pronte ad attenderli e fra tutte spicca allo sguardo di Matteo quella numero 10 del nuovo fenomeno brasiliano Dos Santos, dunque le voci di mercato erano fondate. C’è aria di fine vacanze tra i suoi compagni con fisici scultorei e abbronzati, ricordi di serate, alcool, e immancabile sesso sfrenato. Lui le vacanze le ha trascorse alle Baleari con Mauri, un suo ex compagno che a fine vacanza gli ha fatto l’immancabile resoconto di trofei femminili tra cui due in contemporanea. Matteo si è visto qualche volta con una tipa ma la verità è che non ci ha neanche provato. Dopo la storia di quattro anni con Stefania infatti si è reso conto che quelle che allora considerava soltanto fantasie in realtà rappresentano la sua reale indole e natura. Così di quei piccoli e fugaci incontri clandestini, sempre a pagamento, nessuno ha mai sospettato nulla, meno che meno i giornali, figurarsi compagni di squadra o famiglia, ma sempre con più fatica riesce ora a fingere, sempre con più sofferenza. Esattamente come quando vede entrare nello spogliatoio il campionissimo Thiago, suo nuovo carismatico compagno al quale timidamente stringe la mano avvertendo subito un leggerissimo brivido, una strana energia, come se quel ragazzo avesse una strana aura di elettricità ad avvolgerlo...

Fabio Canino, attore, scrittore, conduttore radiofonico e volto noto della tv con coraggio e delicatezza prova a trattare un tema da sempre tabù: l’omosessualità nel mondo del calcio. E lo fa con grazia e intensità, mettendo a confronto due anime opposte, lo scafato e navigato campione brasiliano e il timido suo compagno di squadra Matteo che vive l’omosessualità viceversa come una colpa, come un qualcosa assolutamente da nascondere, consapevole che nel suo ambiente l’imperativo è fingere pena la sopravvivenza, non soltanto sportiva. Thiago vive la sua sessualità in maniera più matura di Matteo che ha la sola e unica preoccupazione di non finire sui giornali, di non rovinarsi la carriera, continuando a soffrire e tormentarsi dentro. Riuscirà quell’intesa, quell’amore così pulito e sincero ad avere la forza di squarciare finalmente il velo di ipocrisia che avvolge il mondo del calcio, a sfatare e dissolvere quell’ultimo e duraturo tabù che tutto avvolge e ammanta nel sacro machismo dello spogliatoio?



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